Siena, alle Scotte impiantato per la prima volta in Italia un orecchio bionico invisibile
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Tornare a sentire senza dover indossare alcun dispositivo esterno, persino durante il sonno. È la nuova frontiera contro la sordità grave e profonda, raggiunta per la prima volta in Italia dagli ospedali di Siena e Piacenza.
Alle Scotte, l’équipe di Otorinolaringoiatria diretta dal professor Marco Mandalà ha eseguito due interventi utilizzando un innovativo impianto cocleare completamente invisibile.
La particolarità della tecnologia è che tutti i componenti, compresi il microfono e la batteria ricaricabile, vengono inseriti sotto la pelle. Non è quindi necessario indossare apparecchi esterni. Il dispositivo raccoglie i suoni attraverso la pelle e li trasforma in segnali elettrici che, attraverso il nervo uditivo, raggiungono il cervello.
Una soluzione pensata per consentire un ascolto continuo, anche durante la notte e nelle attività quotidiane, comprese quelle acquatiche, nel rispetto delle condizioni previste per il dispositivo.
“È un’innovazione significativa, con potenziali ricadute positive sulla qualità della vita delle persone con sordità grave e profonda”, spiega il professor Marco Mandalà. “Per i pazienti rappresenta la risposta alla richiesta di recuperare la libertà fondamentale di poter sentire in qualunque situazione”.
Il professore invita però alla prudenza: “Questa tecnologia non è indicata per tutti”. Sarà infatti lo specialista a valutare quali pazienti possano beneficiarne. Trattandosi di una soluzione nuova, sarà inoltre necessario seguirne i risultati nel tempo.
Soddisfazione anche dalla Regione Toscana. “Ancora una volta il nostro servizio sanitario pubblico si mette in evidenza per l’eccellenza delle cure offerte, ricerca ed avanguardia”, commenta il presidente Eugenio Giani, sottolineando la necessità di garantire risorse adeguate alla sanità.
“L’intervento cocleare appena realizzato è una delle tante buone e belle notizie del nostro sistema sanitario regionale”, aggiunge l’assessora alla Salute Monia Monni.
Gli interventi rientrano in un progetto pilota promosso da Toscana ed Emilia-Romagna. La nuova tecnologia, infatti, non è ancora tra quelle rimborsate dal Servizio sanitario nazionale.
Per Siena si apre così una nuova fase nella cura della sordità grave e profonda, con l’obiettivo di valutare i benefici effettivi di un dispositivo che potrebbe migliorare la vita quotidiana di molti pazienti.