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Siena nei file Usa su Jeffrey Epstein: ecco cosa c’è

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Dalla banca al Palio. Nei documenti sull’inchiesta che riguarda Jeffrey Epstein, finanziere americano coinvolto in un caso di sfruttamento sessuale di minori e morto in carcere nel 2019 mentre era in attesa di giudizio, compaiono anche riferimenti che incrociano, in modo indiretto e frammentario, il territorio senese.

Chiariamolo subito: non ci sono accuse, né indagini locali, ma tracce che mostrano come un caso giudiziario di portata globale finisca per lambire, nei suoi materiali d’archivio, luoghi e realtà come quelle del nostro territorio.

Dal Dipartimento di Giustizia americano sono state raccolte migliaia di pagine tra email, report finanziari, note interne e materiali acquisiti nel corso delle indagini. Una massa eterogenea di atti che non contiene soltanto elementi penalmente rilevanti, ma anche comunicazioni e operazioni considerate dagli inquirenti utili a ricostruire contesti, relazioni e movimenti nel tempo.

In questo quadro, Siena compare in più occasioni, sempre senza che vi sia alcuna contestazione nei confronti di istituzioni, enti o persone del territorio. In un’email dell’agosto 2015, ad esempio, un interlocutore di Epstein scrive un generico e sintetico “Is in Tuscany for the Palio di Siena”.

Si tratta di una comunicazione informale, acquisita agli atti per il solo fatto di far parte del carteggio analizzato dagli investigatori statunitensi, priva di ulteriori dettagli o riferimenti a presenze e attività sul territorio.

Un altro richiamo emerge in documentazione di natura finanziaria, visionata da Siena News, dove viene indicata una filiale di una banca a Colle di Val d’Elsa come punto di appoggio di un’operazione ordinaria e tracciata, registrata negli archivi nell’ambito della ricostruzione complessiva dei flussi economici esaminati dagli inquirenti.

Anche in questo caso non vengono segnalate irregolarità né attribuiti ruoli attivi all’istituto di credito o al territorio: la citazione rientra nel lavoro di mappatura svolto dalle autorità statunitensi.

Accanto a questi elementi, negli stessi archivi compaiono anche note e rassegne di carattere economico-finanziario. Ed in alcune di queste vengono menzionate Monte dei Paschi e la Fondazione. Anche qui, è bene ribadirlo, non c’è nessun collegamento investigativo con il caso.

Il nome di Montepulciano, infine, appare in materiali di tutt’altra natura: newsletter e comunicazioni commerciali legate ai circuiti internazionali del turismo di lusso, in cui località toscane – insieme a Siena e ad altre città d’arte – vengono presentate come mete di pregio, senza riferimenti a viaggi specifici o rapporti diretti con Epstein.

Marco Crimi