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Stop ai dazi USA, Guasconi attende con fiducia: “Per il sistema Siena può tornare un quadro favorevole”

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Il verdetto arriva da Washington ma l’effetto potrebbe sentirsi tra le vigne senesi. I dazi improvvisamente vacillano, e le imprese del territorio tornano a guardare al mercato americano con un cauto ottimismo.

A commentare è il presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi:“Le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, nostro primo mercato estero, annunciano un impatto rilevantissimo e positivo per le nostre imprese che vi esportano abitualmente. Ovviamente dovremo attendere gli sviluppi che ne deriveranno, ma il quadro che si sta delineando è quello di riportare il mercato alle condizioni antecedenti all’introduzione dei dazi, condizioni di cui c’è bisogno di stabilità”.

“Non è però remota nemmeno la minaccia di ricorrere a misure diverse da quelle ritenute inammissibili dall’Alta Corte per reintrodurre l’imposizione dei dazi. Tutto il sistema economico, e in particolare il settore vitivinicolo, attende fiducioso che si abbandoni la scelta iniqua di gravare le nostre merci per ostacolarne la libera circolazione”, ha aggiunto

Il riferimento è alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha stabilito come il presidente non fosse autorizzato, in base alla legge sui poteri economici d’emergenza (IEEPA), a imporre dazi generalizzati sui partner commerciali. In sostanza l’alta corte ha ritenuto illegittimo l’uso di uno strumento emergenziale per introdurre tariffe che hanno inciso sul commercio globale.

La decisione apre quindi la prospettiva di un ritorno a condizioni più favorevoli per l’export italiano, soprattutto per il vino, uno dei prodotti più colpiti negli ultimi anni dalle politiche protezionistiche americane. Tuttavia lo scenario resta incerto: alcuni dazi settoriali rimangono in vigore e lo stesso Trump ha già annunciato l’intenzione di studiare strumenti alternativi per ripristinare misure simili.

Per questo le imprese guardano alla pronuncia con sollievo ma senza trionfalismi. La partita commerciale non è chiusa: la sentenza può alleggerire la pressione sui mercati, ma solo una scelta politica stabile potrà garantire davvero continuità alle esportazioni italiane negli Stati Uniti.