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Taglio dei pini a Siena, esposto ai carabinieri forestali. “Abbattuti alberi sani, danni per ambiente e cittadini”

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Non solo una questione ambientale: a Siena il taglio dei pini finisce al centro di due esposti presentati ai Carabinieri Forestali dal Coordinamento Montagnola Senese, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’Ambiente – e comitati di cittadini.

Sotto la lente gli interventi in piazza d’Armi e al parco Bernardino Ochino dell’Acquacalda, dove, secondo i promotori, sarebbero stati abbattuti alberi sani, alcuni con un’età compresa tra i 60 e gli 80 anni. Un’operazione che, si legge nel documento presentato in conferenza stampa, solleva dubbi “sulla conformità alle normative vigenti e sulla diligenza richiesta nella gestione dei beni della collettività”.

Le associazioni parlano di “scarsa o assente trasparenza” nelle procedure e sottolineano la mancanza di perizie tecniche rese pubbliche a supporto degli abbattimenti, nonostante, ricordano, la giurisprudenza richieda verifiche puntuali sullo stato di salute delle piante.

Non solo. Nel documento si evidenzia anche il mancato rispetto delle prescrizioni: l’autorizzazione comunale prevedeva la sostituzione con esemplari adulti, condizione che, secondo i firmatari, non sarebbe stata rispettata.

Ma la questione si allarga agli effetti concreti sul territorio. Al parco Ochino, viene sottolineato, sono stati tagliati oltre 50 alberi, con conseguenze sul microclima e sulla vivibilità dei quartieri. “Quando questi alberi vengono abbattuti si altera l’equilibrio ambientale: aumentano le temperature e peggiora la qualità dell’aria”, spiega Elisabetta Menchetti del Coordinamento Montagnola Senese. E aggiunge: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo dice chiaramente: le isole di calore urbano aumentano la mortalità. E noi stiamo andando nella direzione opposta”.

Nel documento si citano anche dati economici: la presenza di alberature mature può incidere sul valore degli immobili, con variazioni stimate tra il 5% e il 20%.

Sul piano amministrativo, le associazioni contestano il mancato coinvolgimento della cittadinanza e il non rispetto del regolamento comunale del verde, approvato nel 2025, che prevede l’abbattimento solo in casi estremi e motivati.

“A Siena esistono strumenti importanti, come il regolamento del verde e un protocollo d’intesa, ma il problema è che non vengono applicati”, sottolinea Sandro D’Ascenzi di Italia Nostra. “Abbiamo saputo dei tagli dagli organi di stampa, nonostante esista un accordo firmato con l’amministrazione”.

Gli esposti chiedono ora di verificare la correttezza dell’iter autorizzativo, l’eventuale presenza di perizie agronomiche e il rispetto delle norme ambientali e paesaggistiche. Sullo sfondo, una domanda che le associazioni rivolgono direttamente al Comune: “Chi si assume la responsabilità delle conseguenze ambientali, sanitarie ed economiche di queste scelte?”.

Marco Crimi