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Tragedia a Chianciano Terme, Lojudice: “Preghiamo tutti per la famiglia Zerillo”

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“La nostra comunità si stringe attorno alla famiglia Zerillo, colpita da un’immensa tragedia. La scomparsa di padre e figlio colpisce tutti noi e per questo invito a pregare per loro e per i cari che vivono momenti di grande sofferenza”.

Così il cardinale Augusto Paolo Lojudice nella sua omelia della messa di Pasqua celebrata ieri nella concattedrale di San Secondiano a Chiusi, facendo riferimento alla tragedia avvenuta a Chianciano, dove padre e figlio hanno perso la vita mentre bruciavano sterpaglie.

Una celebrazione molto partecipata, durante la quale il cardinale – insieme a don Raffaele Mennitti – ha richiamato il significato più profondo della Pasqua. “In questo giorno centrale per la vita di ogni cristiano dobbiamo avere la certezza e la consapevolezza che ognuno di noi può partecipare alla resurrezione di Cristo. Con lui oggi siamo noi tutti, Popolo di Dio, al centro di questa celebrazione che è un inno alla vita e al rinnovamento”.

Nel corso dell’omelia, Lojudice ha poi sottolineato il valore della fede anche di fronte alla morte: “Incontrare la morte con accanto Gesù non deve fare paura perché sappiamo di essere amati da lui, che per noi è morto e risorto. Dobbiamo sapere amare questa vita terrena per essere pronti ad abbracciare quella definitiva ed eterna. Amare questa vita significa soprattutto edificare ogni giorno per costruire una vera pace, giustizia e tolleranza”.

Il cardinale ha infine ricordato che il 2026 è l’anno giubilare dedicato a San Francesco e ha indicato i luoghi francescani della diocesi dove è possibile ottenere l’indulgenza plenaria: a Sarteano le Celle di San Francesco e la chiesa di San Francesco; a Cetona la Grotta di San Francesco e la chiesa e il convento; a Chiusi la chiesa di San Francesco; a Pienza la chiesa di San Francesco; a Montepulciano l’Eremo della Maddalena; a Sinalunga il santuario della Madonna del Rifugio; a Radicofani la chiesa di Sant’Agata.

Al termine della celebrazione, don Mennitti ha salutato e ringraziato il cardinale a nome della comunità, insieme al coro e ai ministranti presenti.