Tredicimila metri quadrati tornano a San Gimignano: la svolta di ExCelle, così un carcere diventa un polo culturale
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Tredicimila metri quadrati nel cuore di San Gimignano pronti a tornare alla città dopo decenni di chiusura. L’ex convento ed ex carcere di San Domenico rinasce con un investimento da 25 milioni di euro e diventa ExCelle, uno dei più ambiziosi progetti di rigenerazione urbana e culturale oggi in Italia.
Il complesso, all’interno delle mura storiche della “città delle torri”, sito Patrimonio Mondiale UNESCO, interessa circa il 10 per cento dell’intero centro storico. Un’area vasta e stratificata che attraversa secoli di storia: convento domenicano, poi carcere, infine spazio abbandonato.
Il progetto è guidato e finanziato da Opera Laboratori e rappresenta il primo esempio italiano di project financing nel settore culturale. La proprietà resta pubblica, in capo alla Regione Toscana e al Comune di San Gimignano, mentre la concessione ha una durata di 69 anni. L’obiettivo è superare la semplice conservazione del bene per trasformarlo in uno spazio polifunzionale aperto alla comunità.
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“Si tratta di un’area molto vasta, circa 13.000 metri quadrati, pari a un decimo del centro storico – ha spiegato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. Qui è passata la storia, da Savonarola a Dante. Entro la primavera del prossimo anno sorgeranno un museo, uno spazio espositivo e altre funzioni. Un complesso che avrà una capacità di attrazione pari a quella delle torri”.
Il cantiere è stato avviato ufficialmente il 29 gennaio 2024. La riapertura è prevista per la primavera del 2027.
Per il sindaco Andrea Marrucci si tratta di una svolta per la comunità: “Non recuperiamo solo un edificio, ma restituiamo alla città una parte fondamentale della sua anima. Dopo decenni di chiusura, il complesso torna fruibile e amplia il centro storico come luogo fisico e spazio di relazioni”.
ExCelle sarà concepito come una “città nella città”: spazi museali, aree espositive, luoghi per eventi, ospitalità e servizi. “La sfida è trasformare un luogo complesso e carico di memoria in uno spazio contemporaneo senza tradirne l’identità”, ha dichiarato Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori. “San Gimignano amplia il proprio centro storico creando una nuova polarità culturale”.
Un intervento che unisce recupero architettonico, valorizzazione culturale e sviluppo turistico, con l’ambizione di rafforzare il ruolo internazionale di San Gimignano nel panorama delle città d’arte.
Il nuovo nome ExCelle “non sostituisce la storica denominazione di San Domenico, ma lo trasforma fino a farlo diventare strumento di comunicazione internazionale. Un nome potente che racchiude in sé la memoria del luogo e la sua evoluzione – si legge in una nota-: dall’ex convento, all’ex carcere, ciò che in passato è stata la struttura con le sue “celle” monastiche e carcerarie, oggi luoghi di accoglienza. ExCelle rappresenta la rinascita, l’eccellenza, l’esperienza ma anche l’apertura al resto della città e al turismo internazionale che vive ogni giorno la Toscana e San Gimignano. Un gioco fonetico e concettuale che restituisce identità a un luogo un tempo chiuso, oggi pronto ad aprirsi al mondo come hub culturale contemporaneo, capace di dialogare con il pubblico italiano e internazionale. Il passato non viene cancellato: viene reinterpretato, reso vivo, accessibile in uno spazio dove convivono arte, ospitalità e territorio”.
Gli spazi storici – celle monastiche, ambienti carcerari, chiostro, camminamento di ronda e ipogei – vengono reinterpretati in chiave moderna, nel rispetto dell’identità architettonica e materica del complesso nel progetto a cura dello studio ArDeMo e realizzato da Setten Genesio. “Tra le principali funzioni previste:spazi museali e un Digital Art Museum ipogeo con installazioni immersive temporanee; un’area eventi all’aperto nell’ex ora d’aria, con una capienza fino a 2000 posti; spazi per convegni, mostre e associazioni; percorsi panoramici e nuovi spazi pubblici di relazione; una struttura ricettiva esperienziale con 70 posti letto, ricavati nelle ex celle del convento; una residenza d’epoca con suite botteghe artigianali e libreria; aree dedicate ad AgriFood, AgriBar e ristorazione, con prodotti a filiera corta”, si legge ancora
Il progetto architettonico e di interior design “si fonda su una ricerca di semplicità come chiave di autenticità: superfici in calce, velature pigmentate, materiali naturali come cocciopesto, quercia antica, resina, sisal e corten dialogano con arredi d’epoca e creazioni contemporanee, in un equilibrio che lascia spazio anche al vuoto, alla luce e al silenzio”, viene spiegato.