Tumori cerebrali, da Siena la sfida alla biopsia: l’IA prova a leggere il glioma dalla risonanza

Condividi su

Capire l’identità di un tumore al cervello senza doverlo toccare. È la sfida da quasi quattro milioni di euro che parte da Siena: utilizzare una normale risonanza magnetica e l’intelligenza artificiale per arrivare al profilo molecolare dei gliomi, aprendo la strada a quella che i ricercatori chiamano “biopsia virtuale”.

È l’obiettivo di GLIOGEN-X, il progetto europeo coordinato dalla senese Siena Imaging e presentato oggi. La ricerca durerà quattro anni ed è uno dei soli sette progetti finanziati dall’European Innovation Council nell’ambito del bando Pathfinder Challenges dedicato all’intelligenza artificiale generativa applicata alla diagnosi e al trattamento dei tumori.

La posta in gioco è alta. I gliomi sono i tumori cerebrali più comuni negli adulti, con oltre 27.700 nuovi casi ogni anno in Europa. Il glioblastoma, la forma più aggressiva, ha una sopravvivenza media di appena 12-15 mesi.

Oggi conoscere il profilo molecolare del tumore è fondamentale per la diagnosi e per orientare le terapie, ma per farlo è necessario ricorrere alla biopsia. Una procedura invasiva che può risultare impraticabile nei pazienti più fragili o quando il tumore interessa zone del cervello difficilmente raggiungibili.

GLIOGEN-X proverà dunque a capire se quelle stesse informazioni siano già nascoste nelle immagini della risonanza magnetica e se l’intelligenza artificiale sia in grado di riconoscerle.
La ricerca partirà da oltre 3mila risonanze magnetiche annotate, provenienti dagli ospedali di Manchester e Sheffield. Siena Imaging arriva al progetto con risultati preliminari significativi: in precedenti studi finanziati dal Pnrr ha raggiunto un’accuratezza compresa tra l’86 e il 96 per cento nella previsione dei principali sottotipi molecolari dei gliomi.

“Siamo orgogliosi di questo importante successo”, afferma Simone De Stefano, professore ordinario di Neurologia all’Università di Siena e cofondatore di Siena Imaging. “Abbiamo già dimostrato di essere in grado di distinguere il tipo di glioma e le sue caratteristiche in base alle caratteristiche di RM”.

Per Marco Battaglini, ceo e cofondatore della società, l’obiettivo è accorciare la distanza tra laboratorio e ospedale: “Siena Imaging opera con la volontà di portare a pazienti e professionisti del settore soluzioni innovative che colmino la distanza tra la ricerca e l’applicazione clinica”.

Accanto alla società senese lavoreranno Fondazione Toscana Life Sciences, Università di Manchester, Universitat Oberta de Catalunya e Northern Care Alliance NHS Foundation Trust. Un sistema che mette quindi Siena alla guida di una ricerca con una forte dimensione internazionale.”Essere tra i pochissimi progetti finanziati in uno dei bandi più competitivi d’Europa conferma la qualità della ricerca condotta dal gruppo TLS e il ruolo della Fondazione come hub dell’innovazione”, sottolinea il presidente di Toscana Life Sciences Francesco Frati.

Una parte del progetto sarà dedicata anche alla possibilità di far collaborare diversi ospedali nell’addestramento dell’intelligenza artificiale senza trasferire i dati sensibili dei pazienti, attraverso sistemi di Federated Learning.

L’obiettivo finale resta ambizioso: ottenere dalle immagini informazioni che oggi richiedono un prelievo di tessuto tumorale. Ma GLIOGEN-X è ancora uno studio di fattibilità scientifica: i prossimi quattro anni serviranno proprio a verificare e validare questa possibilità. La “biopsia virtuale”, dunque, oggi non sostituisce la biopsia tradizionale e non rappresenta una cura, ma è la frontiera sulla quale da Siena parte una delle sette ricerche europee selezionate dall’EIC.