Il primo caso aveva fatto scoppiare una bufera e un grido generale d’indignazione: era il 27 novembre 2025, a pochi giorni di distanza dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne e l’orribile elenco di nomi fu trovato scritto in un bagno del liceo Giulio Cesare a Roma. In quella situazione era stata ferma e durissima la condanna della comunità scolastica ma anche del ministro Valditara. Di lì una serie di vicende emulative in altre scuole d’Italia.
Oggi, il caso si sposta a Siena, all’istituto Sarrocchi dove un elenco scritto su una parete, contenente nomi di studentesse dell’istituto – è stato scoperto in uno dei bagni degli studenti.
Immediata e forte la reazione della dirigente scolastica, Cecilia Martinelli: “Siamo venuti a conoscenza del fatto mercoledì e ho fatto interdire subito quel bagno. Non sarà facile risalire ai responsabili ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuare i responsabili e sanzionarli in maniera adeguata. Ritengo questo gesto particolarmente grave e offensivo nei confronti delle studentesse e più in generale delle donne che fanno parte della comunità scolastica e di tutte le donne in generale. Può darsi che si tratti di una volontà emulativa ma non va assolutamente sottovalutata – continua la preside – . Questo tipo di episodi così diffuso e oggetto tra i giovanissimi di emulazione la dice lunga sul tema del rispetto e dell’educazione, noi siamo stati e siamo in prima linea, collaboriamo con le forze dell’ordine contro la violenza di genere, il bullismo, il cyberbullismo, per il rispetto della persona”.
Tutti gli studenti del Sarrocchi sono dunque a conoscenza del fatto: “Sì, e sono certa che maggior parte di loro consideri questo gesto altrettanto odioso e indegno al pari di noi adulti”.
Come dirigente scolastica, la professoressa Cecilia Martinelli ha fatto tutti passi necessari per arrivare a individuare i responsabili ma anche rassicurare le studentesse e le loro famiglie.
“La nostra – conclude Martinelli con grande orgoglio – è una scuola d’eccellenza e questa cosa forse non è così nota a Siena ma portiamo avanti progetti straordinari e rilasciamo diplomati che riescono a fare davvero grandi passi per il loro futuro. Dispiace che questa cosa sia successa nella nostra scuola e nella nostra città, a Siena mi sono sempre sentita al sicuro da sempre, è casa in tutto e per tutto. Ma questa vicenda così odiosa e terribile è spunto per fare ancora di più, per approfondire temi che meritano più spazio e portare avanti interventi educativi a livello operativo. Ragazzi e ragazze ne usciranno ulteriormente cresciuti e con le spalle sempre più forti per il loro futuro e per la loro cittadinanza, questo è il nostro compito di educatori”.
Katiuscia Vaselli