Wine&Siena, ci siamo. Köcher: “Questa città può diventare punto di riferimento per il futuro del settore”
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Siena non è solo vetrina del vino, ma si candida a diventare laboratorio nazionale sul futuro dei mercati, dell’export e delle nuove regole del settore. Con l’undicesima edizione di Wine & Siena, in programma dal 30 gennaio al 2 febbraio al Santa Maria della Scala, la città rafforza il proprio ruolo come hub di confronto tra produttori, buyer e istituzioni, in una fase segnata da cambiamenti profondi per il comparto vitivinicolo.
Tra gli organizzatori dell’evento c’è Helmut Köcher, The WineHunter e patron del Merano WineFestival, che sottolinea la dimensione sempre più internazionale della manifestazione. “Raggiungiamo l’undicesima edizione con una presenza equilibrata tra Toscana e resto d’Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia – spiega – con circa 860 aziende coinvolte”. Una platea che conferma il respiro nazionale dell’evento, affiancata da una forte apertura verso l’estero.
Tra le principali novità di quest’anno c’è la nuova area food all’interno di Palazzo Squarcialupi, con 27 produttori dedicati esclusivamente alla parte gastronomica. “È uno spazio pensato per valorizzare l’abbinamento tra cibo e vino – aggiunge Köcher – con una selezione di prodotti che rappresentano vere eccellenze da nord a sud”.
Un altro pilastro dell’edizione 2026 è il rafforzamento della parte formativa e di analisi dei mercati, con il coinvolgimento dell’Università di Siena e la collaborazione con Confcommercio. Al centro dei seminari ci saranno i nuovi scenari internazionali, a partire dagli accordi Mercosur e dall’intesa Ue con l’India. “Quest’anno mettiamo sotto i riflettori i nuovi mercati – spiega Köcher – perché si stanno aprendo spazi importanti per le aziende italiane”.
A testimoniare questa svolta internazionale, la presenza a Siena di buyer e importatori da 16 Paesi, dal Giappone agli Stati Uniti. “Gli incontri tra produttori e buyer sono particolarmente richiesti – sottolinea – e servono per dare alle aziende strumenti concreti per affacciarsi sui mercati esteri”.
Nel dibattito entreranno anche i temi più delicati del momento, a partire dai dazi e dalle tensioni commerciali. Köcher invita a non leggere lo scenario solo in chiave negativa: “Di fronte alle crisi ci sono sempre nuove sfide. I dazi non devono necessariamente spaventare, ma spingere a ripensare le strategie. Guardiamo non solo agli Stati Uniti, ma anche a mercati come il Giappone o il Canada, dove si aprono nuove opportunità”.
Tra i temi chiave anche il passaporto digitale europeo dei prodotti, introdotto dall’Unione Europea, che cambierà le regole della tracciabilità e della gestione dei dati. “È una trasformazione importante per il settore – spiega Köcher – e Wine & Siena vuole essere un luogo dove aiutare le aziende a capire in che direzione andare e come prepararsi”.
L’obiettivo dichiarato è fare di Siena un punto di riferimento per il comparto nel 2026. “Vogliamo che la città diventi un luogo centrale di confronto sul futuro del vino – conclude Köcher – accompagnando le imprese in una fase di cambiamento che riguarda export, innovazione e nuovi mercati”.