“WOW… Acronimo potente. Siena guarda a un nuovo impegno globale”: il direttore generale della FAO plaude allo spazio per l’innovazione agroalimentare
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Se è vero che non si giudica un libro dalla copertina, è vero anche che la presenza del direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) Qu Dongyu a Siena, per inaugurare lo spazio dedicato a sostenibilità, ricerca e territori, significa partire da una posizione privilegiata. Difficile due volte perché attenzionata a livello internazionale ma occasione da cogliere – dati i presupposti c’è da scommettere che sarà così – verso “un nuovo modo di insegnare e verso un nuovo impegno globale come quello dei Sustainable Development Goals, gli obiettivi di sviluppo sostenibile” come ha detto Qu Dongyu.”Sono sorpreso in positivo dalla scelta di questo pensiero innovativo dietro all’acronimo WOW, che sta per Wine, vino; olive oil, olio d’oliva; e wheat, grano. Penso che questo acronimo sia veramente molto importante e che questo progetto sia davvero significativo, soprattutto in una zona come quella in cui ci troviamo. Inoltre questo acronimo rende il concetto molto facilmente accessibile in tutte le lingue: che sia italiano, cinese, inglese o spagnolo. È facile e allo stesso tempo molto potente. Questa università ha una lunga storia e apprezzo molto anche lo sforzo che sta facendo verso un nuovo modo di insegnare e verso un nuovo impegno globale come quello dei Sustainable Development Goals, gli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’obiettivo su cui alla FAO ci concentriamo maggiormente è il numero 2, cioè Zero Hunger, la lotta alla fame nel mondo. Siamo anche particolarmente impegnati sugli obiettivi 5, 6 e 14, che riguardano aspetti sociali e ambientali. Ma io penso che sia molto importante anche l’obiettivo 17, quello delle partnership, perché viviamo su un pianeta sempre più interconnesso. Per questo apprezzo molto il fatto che l’Università di Siena abbia colto questa opportunità, mettendo insieme questi tre elementi che sono il fondamento della dieta mediterranea e anche il fondamento di una civiltà. In questo modo si crea una connessione tra questi tre elementi fondamentali e si promuovono non solo il cibo e la produzione alimentare, ma anche la collaborazione e l’educazione. Il mondo è spesso un posto complicato, ma dobbiamo trovare soluzioni pacifiche ai problemi. Il cibo è un diritto umano fondamentale. Per questo dobbiamo lavorare anche nei luoghi dell’istruzione, come questa università, per creare piattaforme aperte, capaci di coinvolgere i consumatori, far apprezzare il lavoro degli agricoltori e dei produttori di cibo, spesso piccole aziende familiari”.
E infatti WOW (acronimo di wine, olie oil, wheat) è uno spazio reale dell’Università di Siena dedicato all’innovazione e alla bellezza delle filiere agroalimentari, pensato per raccontare – in modo immersivo e accessibile – le trasformazioni che stanno ridisegnando il rapporto tra cibo, territori, ricerca e sostenibilità, da vivere nel pieno centro storico di Siena, nel palazzo Bandini Piccolomini. Tradizione, ricerca e futuro: dallo spazio di accoglienza alla Sala del Buongoverno in dialogo con l’Agenda 2030, dal Cubo digitale immersivo alla Sala del Ricercatore, fino al Labirinto, crocevia di soluzioni tecnologiche, buone pratiche e attori del sistema agroalimentare. Focalizzato sulle principali filiere toscane, “WOW…” guarda al contempo all’intero sistema agroalimentare nazionale e al dibattito internazionale sui temi della sostenibilità, della sicurezza alimentare e dell’innovazione, ponendosi come hub di divulgazione scientifica e culturale in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Con la sua apertura, Siena rafforza il proprio ruolo di laboratorio di innovazione culturale e scientifica, capace di coniugare patrimonio, ricerca e tecnologia per raccontare come, anche nell’agroalimentare, la tradizione possa essere una forma di innovazione ben riuscita.
Si tratta di un’iniziativa strategica e culturale dell’Università di Siena, sviluppata dal Santa Chiara Lab a partire dai risultati del Programma Agritech finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR, in collaborazione con Fondazione Agritech, Siena Food Lab e Fondazione MPS. La progettazione e lo sviluppo degli aspetti tecnologici, multimediali e immersivi del percorso espositivo sono stati affidati a Opera Laboratori, che ha curato l’integrazione tra contenuti scientifici, strumenti digitali e soluzioni esperienziali, rendendo la complessità della ricerca accessibile a pubblici diversi.
“Con WOW…, l’Ateneo intende ribadire la propria missione pubblica: costruire ponti tra scienza e società, favorire la diffusione della conoscenza e contribuire, in modo concreto e continuativo, allo sviluppo responsabile del territorio” ha commentato Roberto Di Pietra, rettore dell’Università.
“WOW… nasce dalla consapevolezza che l’innovazione in ambito agroalimentare non può essere efficace se non diventa comprensibile, condivisa e adottabile lungo l’intera catena del valore. Accanto alla produzione di risultati scientifici e tecnologici, è indispensabile rafforzare la capacità di trasferimento, sperimentazione e dialogo con imprese, consorzi e istituzioni. Santa Chiara Lab promuove questo modello con un approccio orientato all’open innovation e alla valorizzazione delle eccellenze locali, affinché l’innovazione non rimanga episodica ma diventi strutturale, misurabile e scalabile. WOW… intende quindi operare come piattaforma permanente di incontro e trasferimento, in grado di sostenere competitività, trasparenza e fiducia, favorendo una transizione agroalimentare fondata su conoscenza, responsabilità e qualità” ha spiegato Angelo Riccaboni, Direttore Scientifico “WOW…” e Presidente Santa Chiara Lab.
“WOW… è un progetto che dimostra come la tecnologia possa essere uno strumento culturale, capace di rendere accessibile e coinvolgente la conoscenza scientifica. Abbiamo lavorato per creare ambienti immersivi e soluzioni digitali che non fossero semplici supporti espositivi, ma vere esperienze di apprendimento e confronto, in grado di valorizzare la ricerca dell’Università di Siena e di raccontare l’innovazione agroalimentare come parte viva dei territori e delle comunità. Siamo felici di essere stati scelti per il nostro know how da istituzioni così importanti” le parole di Beppe Costa, presidente Opera Laboratori. Le colonne sonore delle varie installazioni sono state realizzate ad hoc dall’Accademia Chigiana.
All’evento era presente anche il governatore della Toscana Eugenio Giani: “Con questo progetto, l’Università di Siena rilancia ancora una volta una dimensione fondamentale per la Toscana: la capacità di porsi come laboratorio in cui si fondono radici storiche e modernità della ricerca scientifica. Siena si conferma capitale dell’intelligenza applicata all’agricoltura, a partire dagli elementi che sono alla base della cultura agroalimentare della nostra regione. Un’occasione non solo per celebrare queste origini, ma anche e soprattutto per mettere la tecnologia al servizio della sostenibilità. Grazie ai fondi del Pnrr e alla sinergia tra Santa Chiara Lab, Fondazione Agritech e Opera Laboratori, questo progetto trasforma il sapere accademico in valore economico, culturale e sociale per le nostre comunità” .
Agnese Carletti, Presidente della Provincia, ha aggiunto: “Un luogo di incontro permanente dedicato all’innovazione nel settore agroalimentare può e deve essere riferimento per studenti e ricercatori per potersi confrontare con imprese, luogo dove i cittadini e le istituzioni possono trovare occasioni di approfondimento e dove tutti gli attori – dalle aziende agricole alle associazioni, dai produttori ai giovani – possono far dialogare tradizione e futuro. Solo dal confronto rispettoso e ambizioso tra questi mondi può nascere il vero progresso: un’agricoltura e un sistema agroalimentare sempre più competitivi, sostenibili, inclusivi, innovativi e capaci di valorizzare al meglio le eccellenze senesi nel mondo”.
Per il Comune, l’assessore all’ambiente Barbara Magi: “Progetti come questo si inseriscono pienamente nella visione che l’amministrazione sta portando avanti da anni: una Siena capace di coniugare tradizione e innovazione, sviluppo economico e tutela ambientale, qualità della vita e valorizzazione delle proprie eccellenze agroalimentari”.
“La Fondazione Monte dei Paschi di Siena guarda con particolare interesse a WOW… come a un’iniziativa capace di dare forma stabile e riconoscibile a un percorso che il territorio ha costruito negli anni, anche attraverso l’esperienza e i risultati di Siena Food Lab. Abbiamo dimostrato come la collaborazione tra soggetti pubblici e privati possa produrre impatto concreto sulle filiere, rafforzando qualità, sostenibilità e competitività; WOW… può diventare la “casa” di questo approccio, rendendolo più accessibile, visibile e permanente sul nostro territorio. Per la Fondazione MPS, sostenere WOW… significa investire in una visione di sviluppo che unisce identità locale e prospettiva internazionale, valorizzando Siena come laboratorio di buone pratiche nel rapporto tra conoscenza, cultura e innovazione. È un’iniziativa che interpreta pienamente il senso della filantropia territoriale: rafforzare reti, creare opportunità e lasciare infrastrutture durature al servizio della comunità”.” ha concluso Carlo Rossi, presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.