50 Sfumature di Griso

La depilazione intima: dalle foreste, ai kiwi, fino ai baffini

La depilazione intima, per sua stessa definizione, rappresenta un qualcosa di privato e difficilmente se ne parla in pubblico. Se questo è vero, è però altrettanto vero che su di essa vi è una forte influenza storico culturale e pertanto potrebbe essere considerata un aspetto privato influenzato dal pubblico. Questa pratica, consistente nella rimozione dei peli pubici, è a tutti gli effetti una pratica di modifica dell’aspetto fisico che determina un cambiamento nel modo in cui una persona si percepisce. Rapidamente evolutasi nel corso degli ultimi decenni, ciò che un tempo era considerato naturale e affascinante, oggi è spesso visto negativamente, a tal punto da essere da taluni considerato disgustoso. Un primo paradosso: sebbene la crescita dei peli pubici sia un inequivocabile segno di maturità fisica, da molte persone, specialmente di genere femminile, la sua stessa rimozione è considerata un segno di maturità psicologica. Molte sono le motivazioni addotte da chi è dedito a questa pratica.

Chi dice che lo fa per igiene, chi per comodità o estetica, chi per imitazione e chi la intende come una sorta di gioco erotico in accordo con il partner. Molte possono essere le varianti sia femminili che maschili: si va dal Brasilian Style, consistente in una quasi totale depilazione del pube ad eccezione di una piccola striscia di peli al centro, allo stile Hollywoodiano che vede l’organo genitale completamente glabro, passando attraverso triangolini di ogni specie e maliziosi ciuffetti, nonché varianti simili alla peluria che ha il kiwi. Fatto sta che i cespugli veri e propri sono ormai appellati come vintage. Chi è più audace inoltre, oltre al taglio, osa fino al colore: le tinture per peli pubici in commercio sono diverse e dei più eccentrici colori. Un’importante avvertenza: utilizzate solamente tinture senza ammoniaca e contenenti ingredienti naturali.

Il fenomeno, sebbene sia più diffuso tra le donne, riguarda anche gli uomini. Un numero sempre più ragguardevole di uomini ricorre a cerette e rasoi per eliminare dal corpo la peluria che madre natura ha dato loro. Se un tempo i sex symbol erano villosi maschioni, oggi riscuote maggior successo l’uomo glabro. Nel caso degli uomini, forte influenza ha avuto l’evoluzione della cultura del porno, settore cinematografico dove, negli ultimi vent’anni, gli attori sono apparsi quasi sempre depilati. Collegata a questa variabile, ne possiamo osservare un’altra: un uomo depilandosi potrà percepire il proprio pene come “più grande”, in quanto liberato dal cespuglio che, in parte, lo nascondeva. Si sa che gli uomini, fin dall’adolescenza con in mano il righello, sono molto attenti a valorizzare le proprie dimensioni! Nel caso dei maschi poi, la depilazione dello scroto è praticata spesso per aumentarne la sensibilità e di conseguenza sperimentare più intensi momenti di piacere durante le effusioni amorose. Sebbene diffusa, siamo certi che la depilazione sia considerata dagli esperti una pratica sana? Non tutti la pensano così. Depilandosi i follicoli si possono infiammare o possono subire piccole abrasioni. La pelle si può irritare, si possono riscontrare pustole e foruncoli e l’area interessata potrebbe ospitare non piacevoli infezioni batteriche, come per esempio lo streptococco. Oltre a questo, è bene sapere che la pelle e i genitali depilati possono essere maggiormente esposti a infezioni, quali ad esempio varie forme di herpes. Pertanto, di fronte a un qualunque segnale di questo tipo, non esitate, bene chiedere quanto prima un parere medico. Detto questo, nessun allarmismo, se non avete mai provato, non trovo niente di male nel dare libero sfogo alla fantasia, male che vada, in non molto tempo, tutto tornerà come prima.

Dott. Jacopo Grisolaghi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo e Dottore di Ricerca in Psicologia

Katiuscia Vaselli

Nata nel cuore di Siena, giornalista e contradaiola fervente. Ora Capo-redattorice di Siena News e Presidentessa di Dinamo Digitale.

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