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Ampugnano, Piccini risponde a Tucci: “Prima i cittadini, poi i voli d’élite”

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“A Siena c’è chi sogna di decollare per Roma e arrivare in cinquanta minuti. L’immagine è seducente: un piccolo aereo da nove posti che vola sopra le colline, atterra ad Ampugnano e in meno di un’ora ti porta nella capitale. Ma basta scendere dal sogno per vedere la realtà: la città non ha ancora un piano organico della mobilità capace di affrontare i problemi di oggi”.

Questo l’incipit della risposta dell’ex-sindaco Pierluigi Piccini sull’argomento di Ampugnano all’assessore e capolista di FdI per il consiglio regionale Enrico Tucci (link qui)

“Le navette  – ha scritto Piccini – dovevano essere la soluzione per collegare la città. L’assessore Tucci le aveva pensate come un servizio “da aeroporto”, con corse dedicate. Ma senza un disegno complessivo della mobilità, il servizio si è rivelato inefficace: orari scomodi, scarsa informazione, nessuna integrazione con il resto del sistema. Alla fine il progetto è stato abbandonato dallo stesso assessore. I parcheggi scambiatori alla periferia, che dovevano alleggerire il traffico e facilitare l’accesso al centro, hanno mostrato le stesse debolezze: mancanza di integrazione, gestione confusa, assenza di un vero coordinamento con i flussi turistici. Nei giorni di punta si riempiono fino all’ultimo posto, con code, disagi per i visitatori e un’immagine di caos che non aiuta certo l’accoglienza della città”.

“Oggi si parla di voli da 500 euro l’ora – ha aggiunto -. Ma se non siamo stati capaci di far funzionare un collegamento di pochi chilometri o di gestire bene i parcheggi scambiatori, perché dovremmo credere che riusciremo a integrare un aeroporto in un sistema moderno e funzionante? Il mito dei “cinquanta minuti” resiste perché suona bene. Ma se guardiamo ai tempi veri, la favola si sgonfia: bisogna spostarsi da Fiumicino a Roma Urbe, passare controlli e imbarco, fare il volo per Ampugnano e infine arrivare a Siena. Porta a porta il viaggio dura dalle due alle tre ore, a seconda delle coincidenze e del traffico. E poi ci sono i costi: cinquecento euro per un’ora di volo su un aereo da nove posti. Ha senso solo per chi deve prendere un altro aereo, magari privato, a Roma e non vuole perdere tempo nel traffico. Per tutti gli altri è più conveniente – e spesso più veloce – usare quello che già esiste: l’alta velocità fino a Chiusi o Firenze, più un bus ben organizzato, costa tra i cinquanta e i settanta euro. Con l’auto si spende tra i cinquanta e i sessanta euro tra carburante e pedaggi. E l’impatto ambientale? Un piccolo aereo inquina cinque o sei volte più di un’auto e oltre venti volte più di un treno”.

“Prima di parlare di voli, sarebbe più saggio rendere più semplice e fluido l’ingresso in città per chi usa i mezzi collettivi. I parcheggi scambiatori restano saturi, i flussi turistici mal gestiti, e chi arriva a Siena deve ancora fare i conti con un sistema di trasporto frammentario – ha proseguito-. Sono stato sindaco di Siena e il piano della mobilità lo abbiamo fatto, con l’architetto Bernardo Secchi. Era un piano moderno, che metteva insieme trasporto pubblico, parcheggi, percorsi pedonali e ciclabilità, con una visione di lungo periodo per la città. Ma negli anni successivi i piani che sono stati prodotti non sono stati all’altezza dei problemi che nel frattempo crescevano, compreso l’ultimo del periodo De Mossi, e non hanno saputo dare una risposta organica alle nuove esigenze di traffico, pendolarismo e turismo”.

“Tucci usa la vicenda del piazzale della stazione per un attacco personale – ha continuato l’ex primo cittadino-. È bene ricordare che quel piazzale non fu realizzato dalla mia amministrazione, che il progetto originale venne modificato da chi venne dopo, e che lo stesso architetto Paolo Sartogo contestò duramente la soluzione finale. Ridurre tutto a una polemica personale serve solo a nascondere il vero problema: Siena non ha mai avuto un piano organico della mobilità. Oggi la priorità dovrebbe essere scriverlo, quel piano. Mettere in fila ciò che serve davvero: collegamenti urbani efficienti, navette e mezzi elettrici che funzionino, integrazione dei parcheggi scambiatori, soluzioni per pendolari, studenti, lavoratori e turisti – ha continuato-. Solo quando questi bisogni di base saranno soddisfatti si potrà discutere di un aeroporto. Fino ad allora, parlare di voli d’élite è un lusso che Siena non può permettersi. Lo dico da tempo e lo ripeto: l’aeroporto di Ampugnano, se non viene inserito dentro un vero piano della mobilità generale con tutte le garanzie del caso, non funziona. Così com’è serve solo a qualche piccolo interesse di parte, non alla città e ai suoi cittadini”, ha concluso.

L’Associazione per un uso sociale di Ampugnano critica invece le parole di De Palma rilasciate al Corriere della Sera: “a Siena lui e l’amministratore di Enac servizi hanno raccontato una storia del tutto diversa: hanno parlato di 4 voli giornalieri con aerotaxi da massimo 9 passeggeri per indorare la pillola e minimizzare l’impatto su Sovicille. Sapevamo che era una presa in giro. Se le vere intenzioni di Enac fossero state quelle annunciate nella famosa conferenza stampa non avrebbe modificato, come ha fatto, il regolamento sugli aeroporti minori consentendo anche a questi di fare voli charter e di linea, prima non consentiti, a partire dal marzo 2025 .Il presidente ora parla di decolli frequenti da Roma Urbe per Fano, Siena e Tortolì. Il tutto con velivoli che prima erano da soli nove posti ora invece possono essere anche di diciannove e fra qualche tempo, diciamo noi, anche da settanta ottanta pax. Il tutto con un biglietto che, con un piccolo supporto regionale, può costare al massimo ottanta-cento euro. Ma chi prendono in giro, se sono aerotaxi è prevista una imposta a passeggero di cento euro per tratte comprese fra cento e millecinquecento chilometri. Se non sono aerotaxi allora sono aerei di linea e quindi gli aeroporti sono aeroporti commerciali e non di aviazione generale. In questo caso le norme che regolano gliaeroporti commerciali comportano spese di gestione insopportabili per un piccolo aeroporto. Finita la fase degli investimenti questi aeroporti andranno sicuramente in perdita (vedi Grosseto) non è pensabile che il loro mantenimento sia a carico delle Regioni. Se le Regioni saranno chiamate ad intervenire allora era corretto trasferire il demanio aeroportuale alle Regioni stesse come previsto dal Dpr 17 settembre 2015, n. 201. Enac fa e disfa a suo piacimento senza alcun freno, arrivando persino a battezzare come voli di linea quelli effettuati con aerotaxi per far evadere le tasse alle compagnie”