Monte dei Paschi e Eugenio Giani sono “tra gli attori più assenti” nella vertenza Beko, afferma il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, intervenuto a Siena a margine di un’iniziativa del sindacato.
“Trattiamo la vertenza dell’Ilva e c’è un fondo americano che viene a investire in Italia. Mi chiedo come mai Rocca Salimbeni non abbia mai valutato l’opportunità di investire, non di fare regali, ma di investire su un sito produttivo che sta a Siena”, ha detto ancora.
Un passaggio rivolto appunto anche alla Regione Toscana: “I fondi per la formazione sono importanti, ma arrivano dal Fondo sociale europeo. Forse c’è necessità di maggiore protagonismo, di farsi portavoce rispetto al Governo della necessità di affrontare la vertenza Beko e di fare scelte di politica industriale sul territorio”.
Il nodo resta occupazionale. “I lavoratori vogliono il lavoro. Non vogliono cassa integrazione né sussidi, vogliono la dignità del lavoro ed è quello che dobbiamo restituire”.
Secondo il sindacalista i il caso Beko rientra in una dinamica più ampia: “Negli ultimi anni siamo stati terreno di conquista delle multinazionali: sono venute, hanno preso finanziamenti e poi sono scappate. Dobbiamo mettere un limite: chi viene deve investire e restare e deve rispettare lavoratori e territorio”.
Sul fronte sindacale ha ribadito la necessità di una posizione comune: “Il sindacato quando è diviso è più debole. Facendo qualche sacrificio si riesce ad andare avanti: è un insegnamento che oggi i lavoratori di Beko ci danno”.
Nel corso dell’incontro il segretario Uil ha affrontato anche il tema sanitario. “Le Regioni spendono il 70-80% delle loro risorse per la sanità. Ci piacerebbe capire perché una sanità che riceve sempre più soldi resti in deficit: forse la gestione politica non va bene”.
Da qui la proposta: “La politica deve uscire dalla gestione della sanità e la sanità la devono gestire i tecnici. Se direttori generali e primari devono rispondere ai partiti, qualche errore si fa”.
Bombardieri ha infine indicato la necessità di una riflessione sul rapporto tra sanità pubblica e privata convenzionata, con controlli sull’applicazione dei contratti di lavoro.
Marco Crimi