Beko, vertice in Comune sindacati-Sviluppo Industriale. E Corradi è pronto ad andare a Roma
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Il cronometro sulla vertenza Beko torna a correre. Giovedì 13 febbraio, alle 12, attorno a un tavolo in Comune si ritroveranno sindaco, sindacati e lavoratori, insieme a Gabriele Corradi, consigliere di Sviluppo Industriale Siena, la società nata tra Comune e Invitalia per accompagnare la reindustrializzazione del sito di viale Toselli.
Un passaggio atteso, mentre lo stesso Corradi è pronto a salire a Roma per incontrare ‘de visu’ gli altri due componenti del consiglio di amministrazione. Corradi potrebbe essere nella Capitale già la prossima settimana.
Intanto alle parole di Marco Busini, vicepresidente di Confindustria Toscana Sud, che nei giorni scorsi aveva parlato di “circa metà dei lavoratori già ricollocati” e di un tessuto produttivo in grado di assorbire occupazione, replica senza mezzi termini Daniela Miniero, segretaria Fiom Cgil Siena.
Per Miniero, quei numeri “non corrispondono alla realtà che vediamo ogni giorno”: “Dei 144 lavoratori usciti – sottolinea – solo una minima parte ha trovato un’occupazione, e spesso non è paragonabile per salario e diritti a quella persa con Beko”.
Da qui la critica all’idea che la vertenza possa essere letta come un processo di semplice ricollocazione: “Lo sviluppo industriale di Siena non può prescindere dalla ripartenza del sito di viale Toselli, che resta l’unico vero polo industriale della città”.
Miniero richiama anche un elemento di urgenza: a metà mese il direttore di stabilimento e le risorse umane lasceranno fisicamente il sito, rendendo ancora più complicato il confronto quotidiano con l’azienda.
A chiedere chiarezza è anche Laura Boldrini, che proprio oggi ha incontrato sindacati, RSU e lavoratori. “Mi hanno chiesto un incontro per fare il punto – spiega la parlamentare del Pd – perché siamo in una fase di stallo e, dopo impegni presi al Ministero, è legittimo che lavoratrici e lavoratori vogliano sapere se esiste un soggetto interessato e chi è”.
Boldrini lega la questione industriale a quella formativa e ambientale: “Da questo dipende il tipo di formazione da avviare per chi è ancora in attesa, così come i tempi della bonifica e dell’impianto fotovoltaico. Ma su tutto questo servono tempi certi”.
Per Giuseppe Cesarano, segretario Fim Cisl Siena, il tema Beko si inserisce in un quadro più ampio di fragilità occupazionale del territorio: “Quando si parla di lavoro è giusto accendere i riflettori – afferma – perché oltre a Beko c’è anche la vertenza PayCare che ci attende nei prossimi giorni”. Cesarano ricorda il piano formativo condiviso con la Regione Toscana e auspica che “nel 2026 ci sia finalmente un nuovo soggetto industriale”.
Più diretto il messaggio di Massimo Martini, segretario Uilm Uil Siena: “Credo che sia arrivato il momento di scoprire le carte. Dobbiamo sapere se ci sono aziende interessate, quali sono e che tipo di valore portano”. Martini richiama il sostegno ricevuto dalle istituzioni nei momenti più difficili della vertenza, ma avverte che ora “serve un salto di qualità, con scelte chiare e verificabili”.