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David Rossi, nuova audizione in commissione: periti divisi su dinamica e lesioni

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Lesioni non compatibili con la caduta, ma nessuna esclusione sul suicidio. È il quadro che emerge dalle nuove audizioni della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo comunicazione di Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013.

Auditi stamani Vittorio Fineschi, professore ordinario di medicina legale all’Università “La Sapienza” di Roma, Roberto Testi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl “Città di Torino”, oltre ad Antonina Argo e Robbi Manghi in videocollegamento. I primi tre sono stati i consulenti della commissione d’inchiesta istituita nella scorsa legislatura, Manghi è invece consulente dell’attuale commissione.

Al centro dell’audizione, il confronto tra le diverse perizie medico-legali e le interpretazioni sulla dinamica della morte.

“Noi non possiamo escludere né che si tratti di un suicidio né che si tratti di un fatto diverso dal suicidio – ha spiegato Fineschi –. Le indagini sono un mosaico complesso e noi forniamo solo alcune tessere. Possiamo però dire che alcune lesioni sono incompatibili con un meccanismo da caduta”.

Il docente ha ribadito che già nella prima perizia erano stati evidenziati elementi critici rispetto alla dinamica. “Siamo stati i primi a sollevare l’incompatibilità con la caduta – ha aggiunto – indicando nelle conclusioni alcuni punti non compatibili con un meccanismo immediato”.

Resta però una divergenza tra le due perizie su uno degli elementi centrali: la frattura al capitello radiale del gomito sinistro. La prima commissione la attribuisce alla caduta, mentre la seconda ipotizza una torsione del braccio causata da terzi.

Su questo punto Fineschi ha preso posizione: “Si tratta di una frattura tipica da caduta o urto. Non è compatibile con un meccanismo di torsione del braccio dietro la spalla”.

Nel corso dell’audizione è intervenuto anche Roberto Testi, consulente della prima perizia, che si è soffermato su un altro elemento oggetto di discussione: l’ecchimosi sul palmo della mano sinistra.

“Sulla base della mia esperienza – ha affermato – non ho dubbi che quella lesione non sia stata provocata da un afferramento”.