Riceviamo e pubblichiamo la riflessione dell’ex-vice sindaco di Siena Mauro Marzucchi
Poche settimane fa è stato pubblicato il rapporto Oxfam sulla ricchezza delle famiglie italiane. I numeri che emergono sono drammatici e fotografano un solco sempre più profondo tra ricchezza e povertà.
Tra il 2010 e il 2025, il 91% della nuova ricchezza prodotta è andato al 5% più ricco della popolazione. Il 45% successivo ha ricevuto il 6,3%, mentre la metà degli italiani si è divisa appena il 2,7%.
Il 10% degli italiani, pari a 2,2 milioni di famiglie, vive in condizioni di povertà assoluta, mentre aumentano i lavoratori poveri e a bassa retribuzione.
Commentare dati simili appare quasi inutile, così come sarebbe presuntuoso indicare soluzioni definitive, ammesso che esistano. Se qualcuno dovesse impersonare il ruolo di protagonista di questa vicenda, non potrebbe che essere Superciuk, il geniale personaggio di Alan Ford che ruba ai poveri per dare ai ricchi.
Ma la questione è seria. E infatti, dopo pochissimo tempo, questi numeri sono scomparsi dal dibattito pubblico, sostituiti dallo scontro politico fatto di offese e poco altro, mentre cresce l’evanescenza dei cittadini, che hanno ormai perso fiducia.
Qualcosa, però, potrebbe e dovrebbe essere fatta. Solo nel 2025, i miliardari italiani hanno visto aumentare la loro ricchezza di 60 miliardi di euro. Non dovrebbe essere difficile, per i tecnici del Ministero dell’Economia, quantificare quanto gettito abbia prodotto questa ricchezza sommando Irpef, Imu, imposte di successione, rendite finanziarie, Ires, Irap e altre voci fiscali.
Considerando che un dirigente, un piccolo imprenditore, un commerciante o un professionista, superata la soglia dei 50.000 euro annui, arriva a pagare oltre il 45% di tasse, sarebbe quantomeno auspicabile che una percentuale analoga gravasse anche sui grandi patrimoni.
Forse è già così, ma un controllo più approfondito sarebbe opportuno.
In Italia il senso civico è debole, ed è difficile che nascano iniziative come quelle sviluppatesi negli Stati Uniti, dove 370 super-ricchi hanno dato vita all’associazione Patriotic Millionaires, proponendo di pagare più tasse attraverso un prelievo del 2% sui grandi patrimoni. Secondo loro, una maggiore tassazione dei patrimoni miliardari è necessaria per il funzionamento della società e per la stabilità economica, sociale e civile.
Anche in Italia, se da queste ricchezze potessero derivare risorse per alleggerire il carico fiscale su chi è già fortemente tassato e per finanziare scuola, sanità e lotta alla povertà, sarebbe cosa buona e giusta.
Allo stesso tempo, sarebbe necessario intervenire sulle cause che portano circa 10.000 aziende italiane a pagare le tasse in Olanda, grazie a una legislazione particolarmente attrattiva.
E, almeno per società come Enel ed Eni, in cui il Tesoro ha una forte influenza, se non il controllo, si potrebbe valutare un ritorno fiscale più diretto in Italia: pagano miliardi di tasse, e farebbero comodo.
Mauro Marzucchi