Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Gaza, il ministro Bernini contestata in Rettorato. Lei attacca: “Slogan e folklore non salvano gli studenti palestinesi. Noi sì”

Condividi su

Slogan, cori e momenti di tensione nel pomeriggio al Rettorato dell’Università. All’arrivo della ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, una ventina di studenti pro Palestina ha organizzato una contestazione intonando “Vergogna, vergogna” e fischiando all’indirizzo della delegazione ministeriale. Bernini si è fermata davanti ai manifestanti e li ha invitati a entrare: “Venite su, venite su”, ha detto indicando la sala dove di lì a poco si sarebbe tenuta la cerimonia di accoglienza.

A margine dell’iniziativa Bernini ha commentato la protesta, definendola “folklore”. “Ci sono 39 studenti, ricercatori e visiting professor accolti nelle università italiane, e altri ne arriveranno. Tutto il resto, per quanto mi riguarda, è folklore”, ha dichiarato ai giornalisti. “Ho grande rispetto per la libertà di manifestazione e di espressione, purché non si superi il limite invalicabile della violenza. Non sono questi slogan a salvare vite. Il Governo, per il mio tramite, è andato ad Amman a prendere questi studenti. Mi hanno urlato ‘Bernini, vaffanculo!’: questo è il livello di interlocuzione. Suggerirei loro di fare meno slogan e di dare più supporto ai loro studenti palestinesi, che oggi si trovano in una città bellissima, dove potranno studiare e prepararsi a ricostruire. È l’unico modo per portare la pace: ricostruire insieme”.

Durante la cerimonia sono stati accolti Majd, Sanaa, Shahd, Shahd, Zaina e Abdalrhman, cinque studentesse e uno studente provenienti da Gaza, arrivati nei giorni scorsi grazie al primo corridoio umanitario universitario europeo. Studieranno all’Ateneo senese grazie a borse di studio finanziate dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e dai Dipartimenti di Economia politica e statistica e di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne.

“Il lavoro congiunto, determinato e tenace di tanti soggetti e istituzioni ha condotto a questo importante e concreto risultato” ha dichiarato il rettore Roberto Di Pietra. “Se le università esistono per costruire futuro, questo è un piccolo ma concreto segno per contribuire a realizzarlo. Anche l’Università di Siena sta facendo la sua parte”.

Soddisfazione anche da parte della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, partner del progetto. “La Fondazione ha aderito con convinzione a questa iniziativa, che rappresenta un segnale concreto di solidarietà e di impegno verso giovani che vivono in condizioni drammatiche” ha commentato il presidente Carlo Rossi. “L’università è un luogo di conoscenza ma anche di accoglienza, e Siena si conferma una comunità capace di aprirsi e tendere la mano. Siamo orgogliosi di contribuire a costruire percorsi di studio e di speranza”.

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi