Completamente raggiunto il livello di adesione al Preference to leave nei siti Gsk del territorio presenti a Rosia: l’azienda ha comunicato alle rappresentanze sindacali di aver raggiunto le 257 uscite volontarie.
Ne dà notizia la Femca Cisl che parla, in un comunicato, di un percorso “segnato da momenti difficili, legati principalmente alla sfiducia anche di tanti soggetti esterni all’azienda, del raggiungimento dell’obbiettivo, e ipotesi spesso dichiarata da alcuni, di far passare per esuberi uscite che invece sono state volontarie. Su questo percorso la posizione della Femca è stata chiara dall’inizio e durante tutto il suo sviluppo: preoccupazione, ma nessuna demonizzazione e attenzione e verifica puntuale su tutto il percorso e processo supportando i colleghi che hanno deciso di aderire al programma”.
“Certamente non possiamo ritenerci soddisfatti, come sindacato, di percorsi che riducono, pur nella volontarietà, l’occupazione di uno stabilimento e di conseguenza di un territorio, rispetto a quelli che creano occupazione. Questa cosa l’abbiamo dichiarata fin dall’inizio – sottolinea il segretario Gian Luca Fè. – L’esito però avvalora quanto abbiamo sostenuto e cioè che la gestione non poteva passare attraverso procedure aziendali unilaterali di riduzione. Tuttavia, riconosciamo che in parallelo si intenda stabilizzare la forza lavoro staff-leasing (100 unità) e ridurre progressivamente l’impiego del lavoro interinale. Anzi a tal proposito è necessario fin da subito fare di incontri “ad hoc” sul tema delle stabilizzazioni per fornire risposte di merito rispetto alle tante richieste che i lavoratori e lavoratrici ci pongono”.
“Non abbasseremo la guardia perché è attivo un analogo percorso Ptl sul sito di Siena – sottolinea ancora Fé-, ed anzi invitiamo tutte le forze in gioco (istituzionali, politiche, sindacali) a mantenere un’attenzione ed un dialogo attivo verso un’azienda che ha previsto un importante piano degli investimenti, con l’obiettivo di mantenere su questo territorio una realtà industriale così importante, una delle poche rimaste che garantisce una tutela occupazionale ed economica della provincia”.