Il lungo addio di Siena all’artigianato: sparite 910 botteghe. “Burocrazia e isolamento: ecco perché il settore muore”
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Novecentodieci imprese perse tra il 2015 e il 2025: a fotografare il crollo dell’artigianato a Siena e provincia è un report della Camera di Commercio, che analizza la natalità e la mortalità delle aziende nel secondo trimestre di quest’anno.
Rispetto al 2024, il calo è contenuto: appena dodici attività in meno, pari a una flessione dello 0,2%. Ma su base decennale il dato è allarmante: il settore ha perso il 13% delle sue realtà produttive. Attualmente, le imprese artigiane attive sono 6.102.
“A pesare è anche l’assenza di ricambio generazionale e di un tessuto industriale forte. Siena sconta la mancanza di un comparto manifatturiero, e con esso è venuto meno anche l’artigianato che lavorava in sinergia con l’industria”, spiega Marcello Alessandri, segretario di Confartigianato Siena e figura storica dell’associazione.
Tra i principali ostacoli, secondo Alessandri, c’è l’eccessiva burocrazia, anche a livello locale. “Servirebbe una procedura unica valida per tutti i Comuni – sottolinea –: non ha senso che un’impresa a Castelnuovo debba seguire regole diverse da una a Sovicille. Così non si può andare avanti”.
Le difficoltà non risparmiano nessuna zona della provincia. Le criticità sono diffuse in modo uniforme, anche se in alcuni territori il crollo è stato più evidente. “L’Amiata è l’esempio più drammatico – prosegue –: un tempo contava oltre cento aziende di pelletteria con più di 500 addetti. Oggi sono scomparse. Nei piccoli comuni come Monticiano o Chiusdino, dove si contavano fino a venti imprese artigiane, oggi non ne resta nessuna. Anche la Val d’Elsa è in affanno: il comparto del camper, che prima trainava l’indotto, non regge più. L’unico settore ancora solido sembra essere quello farmaceutico, ma anche lì si registrano segnali preoccupanti”.
Da qui, l’appello della Confartigianato ai candidati alla presidenza della Regione: “Le infrastrutture devono essere la priorità. La rete ferroviaria ci isola: per raggiungere Firenze o Roma servono tempi inconcepibili. In queste condizioni non possiamo competere”, conclude Alessandri.