Mattarella a Grosseto celebra il Codice Rosa, progetto nato in Toscana contro ogni violenza

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La visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla ‘Stanza Rosa” del Pronto Soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto non è casuale. È a Grosseto infatti che è nato, per una intuizione della dottoressa senese Vittoria Doretti, il Codice Rosa toscano, nel 2017 esportato poi in tutta Italia attraverso linee guida nazionali. Un progetto che mette in connessione equipe multidisciplinari coinvolgendo servizi, enti e professioni diverse, e unendo tutela, competenza e capacità di risposta concreta e tempestiva.

Una presa in carico dedicata alle vittime di violenza: donne per lo più, ma anche bambini, anziani, persone fragili e, dal 2025, chi per discriminazione e pregiudizio è oggetto di crimini d’odio. Il Codice Rosa è questo: un percorso di accesso protetto e invisibile, con medici e infermieri del pronto soccorso – ma oggi anche di ambulatori o degenze ospedaliere – attenti e sensibili al dramma vissuto dalle persone, accompagnate con rispetto, protezione e cura, ugualmente rigorosi e preparati nella raccolta e non contaminazione delle prove e nella gestione di tutte quelle procedure e di quegli atti giuridico-forensi necessari poi per denunce e indagini.

Durante l’incontro del Capo dello Stato con gli operatori sanitari e le istituzioni, nell’auditorium dell’ospedale Misericordia, è stato lasciato libero un posto in memoria di tutte le vittime di violenza. Nell’occasione al Presidente della Repubblica sono stati donati il libro del Codice Rosa, edito in tre lingue (italiano, inglese e spagnolo), e una rosa bianca con fiocco rosso. A Sergio Mattarella è stata inoltre consegnata una piccola scultura in terracotta patinata a cera, opera del grossetano Luca Tavarnesi, raffigurante un buttero a cavallo.

Il Codice rosa muove i suoi primi passi nel 2009 a Grosseto e nel 2010 diventa una esperienza pilota. Nel 2011 il Codice rosa grossetano diventa regionale e da lì l’esperimento si estende progressivamente ad altre Asl, per coprire tra il 2014 e il 2015 l’intero territorio toscano. La rete del Codice rosa nasce nel 2016 e il progetto, all’inizio solo sanitario, diventa nel tempo socio-sanitario. Nel 2018 viene firmata la prima intesa con le Procure, aggiornata nel 2022. A luglio del 2024 è stato siglato il nuovo protocollo per l’attuazione delle linee di indirizzo giuridico-forensi: un documento che fa tesoro delle esperienze maturate nel tempo nei territori per omogeneizzare le procedure di tutti. La collaborazione tra Regione, mondo della sanità e procure punta a favorire il riconoscimento precoce dei casi di violenza e fornire una risposta efficace e coordinata da subito.

Dal primo gennaio 2012 – quando non tutte le Asl erano parte del progetto – al 31 dicembre 2025, nei pronto soccorso della Toscana si sono registrati 35.569 accessi in Codice Rosa: un trend che ha ripreso a crescere, dopo il calo del 2020 dovuto al Covid. Nel 2025 sono state 2.749 le persone accolte, di cui 511 minori e 2.238 adulti (1839 le donne).

“Siamo orgogliosi – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani – che il presidente Mattarella abbia scelto Grosseto e la Toscana per accendere un riflettore, necessario, sui femminicidi, parlando di un’esperienza positiva qui nata al fianco delle vittime che hanno subito violenza: donne ma anche bambini e chiunque per discriminazione e pregiudizio è oggetto di crimini d’odio”.

“La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci riempie di orgoglio ed è il segno evidente che le istituzioni credono in questo percorso e che il lavoro di questi anni è stato fondamentale – sottolinea Vittoria Doretti, responsabile della Rete regionale Codice Rosa -. Il mio ringraziamento va a tutte le professioniste e ai professionisti, sanitari e non, che dal 2009 hanno lavorato fianco a fianco per permettere che il Codice Rosa diventasse quello oggi è diventato: un sistema di protezione di tutte le persone vittime di violenza”.

“Accogliere il presidente della Repubblica è un onore – dice l’assessora alla sanità, Monia Monni -: soprattutto per quello che la visita rappresenta. Arriva infatti in un momento in cui il nostro Paese continua a essere ferito da troppi femminicidi e da troppe storie di violenza contro le donne e il Presidente della Repubblica ha scelto di mandare un segnale forte della presenza delle istituzioni.”

“Il fatto che il Presidente della Repubblica abbia voluto omaggiare il personale della rete del Codice Rosa è per noi un onore che gratifica enormemente il lavoro partito da qui nel 2009 – dichiara Biancamaria Rossi, direttrice generale f.f. della Asl Toscana sud est -. Il ruolo multidisciplinare del Codice Rosa è ciò che fa la differenza nel contrasto alla violenza, perché nasce da un’intuizione precisa: quella della dottoressa Doretti e di tantissimi altri protagonisti di questa iniziativa, che hanno scelto di mettere al centro la persona fragile, accolta in modo tempestivo in ambito sanitario all’interno del Pronto soccorso”.