Il “Piano città degli immobili pubblici di Siena” è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dalla consigliera Anna Ferretti del gruppo Partito Democratico. A rispondere è stato il Vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani.
“Sono stati cinque – ha sottolineato il Vicesindaco – i tavoli tecnici operativi con i componenti designati dal Comune di Siena e dall’Agenzia del Demanio, durante i quali sono stati compiuti gli approfondimenti circa la destinazione urbanistica e l’attuale utilizzo dei beni, finalizzato alla ricerca del miglior uso a cui vocarli. Il percorso da intraprendere richiede tempistiche prolungate e differenziate per ciascuno dei beni inseriti nel Piano. Si tratta, infatti, per la maggior parte di beni di Demanio pubblico dello Stato, alcuni dei quali sono attualmente utilizzati da pubbliche amministrazioni statali e, pertanto, per poterne disporre diversamente occorre preliminarmente trovare una nuova soluzione allocativa per il soggetto utilizzatore. Inoltre, quasi la totalità di essi presenta interesse culturale, e pertanto, qualsiasi percorso di valorizzazione si intenda intraprendere, questo necessita della preventiva condivisione con il Ministero della Cultura. Infine, per l’ex sede Ute di Vico Alto sono al vaglio del tavolo tecnico operativo diverse possibilità di riqualificazione alla luce degli obiettivi strategici del Piano città, che mirano anche alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità ambientale”.
“Per attuare la valorizzazione dei beni dello Stato coinvolti nell’iniziativa, alla luce degli obiettivi strategici del Piano città – ha proseguito Capitani –, sono in corso anche i necessari approfondimenti presso gli organi competenti nel governo del territorio e deputati al rilascio di pareri, nulla osta e autorizzazioni, oltre che presso le amministrazioni interessate dalle eventuali dislocazioni. Aggiungo comunque, come noto, che le destinazioni urbanistiche saranno oggetto di revisione solo nel 2027 con l’aggiornamento del Piano operativo. In merito all’inserimento di ulteriori immobili al portafoglio in trattazione, sono state vagliate diverse possibilità, ma, al momento, non sono state individuate nuove strutture da aggiungere al Piano. L’accordo prevede, comunque, in qualsiasi momento e laddove se ne ravveda l’opportunità, il coinvolgimento di altri soggetti proprietari di contenitori appetibili per funzioni pubbliche”.
“Sull’individuazione di partner privati per elaborare soluzioni innovative e attente alla sostenibilità ambientale – ha concluso il Vicesindaco Michele Capitani – è stata già coinvolta la struttura per la progettazione dell’Agenzia del Demanio. Per quanto attiene i privati, sottolineo che il Piano strutturale, a livello strategico, inserirà l’apertura del Piano città anche ai soggetti privati portatori, ovviamente, di portafoglio immobiliare consistente che volessero condividere con Comune e Demanio i loro progetti. Il tavolo è, quindi, aperto, e l’auspicio è che i privati aderiscano a questa iniziativa che ritengo rilevante per il futuro della città. Il tavolo dedicato ai contenitori vuoti esiste già, e considerando anche alcune discussioni che stanno nascendo, su questo tema non vedo la necessità di crearne altri”.
La consigliera Anna Ferretti (gruppo Partito Democratico) ha replicato: “Mi trova perfettamente d’accordo con le sue conclusioni, che erano quelle che volevo sottolineare anche io: l’importanza di allargare questo tavolo, perché sicuramente un ragionamento di recupero di tutti gli edifici, specialmente di quelli di privati ed enti di particolare rilevanza della città, mi sembra fondamentale in un momento in cui si sta ragionando di Piano strutturale e di Piano operativo. Vorrei, tra l’altro, sottolineare che il Demanio ha messo tra gli edifici a disposizione il carcere di Santo Spirito. Ora, noi abbiamo la casa circondariale nel cuore della città: per certi aspetti è una cosa estremamente positiva, per altri aspetti sicuramente non è una cosa funzionale; ma pensare a uno spostamento del carcere non vuol dire solo pensare al recupero di tutto Santo Spirito, per quali funzioni e con quali modalità, ma anche a dove si può collocare eventualmente un nuovo carcere. Per questo mi premeva capire che tipo di ragionamento viene fatto e come questo ragionamento può andare a influire sul Piano strutturale, perché indubbiamente si può fare l’’aspirapolvere’ a Vico Alto, ma su Santo Spirito la vedo più problematica. E’ un ragionamento complesso ma sicuramente interessante e importante da affrontare adesso. La città di Forlì, ad esempio, ha aperto un tavolo coinvolgendo la Regione e alti enti o altri Ministeri come potrebbe essere il nostro caso. Quindi, la invito a sollecitare gli stakeholder del territorio, come ad esempio la Banca Monte dei Paschi che ha tanti immobili in città già vuoti o che lo saranno presto, a partecipare a questo ragionamento, perché è il momento giusto per affrontare questo tipo di tematiche”.