“Attendiamo la Regione a cui abbiamo fatto la necessaria richiesta, è ipotizzabile che l’adozione del Piano possa essere discusso entro due mesi, ma le tempistiche dipendono soprattutto dalla Copianificazione con la Regione stessa”. Così il Vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto, durante la seduta di oggi, giovedì 19 marzo, del Consiglio comunale, all’interrogazione presentata dalla consigliera Monica Casciaro (Siena Sostenibile) in merito allo stato di avanzamento e tempistiche del Piano strutturale.
“L’avvio del procedimento per la formazione del Piano strutturale – ha detto l’assessore – è stato fatto con delibera della Giunta comunale del 30 gennaio 2020; successivamente è stata avviata una prima fase del percorso di partecipazione strutturato guidato da Sociolab, denominato ‘viSIoni di città’, pensato metodologicamente per favorire il coinvolgimento dei cittadini e portatori d’interesse. I laboratori tematici di urbanistica partecipata, tenuti in varie sedi del territorio (quartieri esterni e centro storico), si sono conclusi nell’aprile 2023 fornendo, attraverso presentazioni che prevedevano di far interagire il pubblico in tempo reale, indicazioni che sono state raccolte in un documento finale. Nel contempo è emersa una accresciuta consapevolezza che i contenuti del Piano strutturale avrebbero dovuto andare oltre a quelli anticipati con l’avvio del procedimento, al fine di strutturare e dare maggiore forza a soluzioni capaci di rispondere al cambiamento in atto del contesto sociale ed economico del territorio senese, puntando ad un ‘riequilibrio’ che deve assumere la portata di un’azione profonda generale di ripensamento; segnali che si erano evidenziati anche a seguito delle risultanze degli incontri pubblici. Le cause del cambiamento ancora in atto sono da individuare nella prolungata crisi globale che ha investito anche il paese ma che a Siena, dal 2009, ovvero appena un anno e mezzo dopo l’approvazione del Piano strutturale vigente, si è aggravata ulteriormente per le vicende del Monte dei Paschi di Siena”.
“Per questo – ha proseguito – si è ritenuto opportuno integrare l’avvio del procedimento del Piano strutturale con la delibera della Giunta comunale del 12 luglio 2024, a seguito di una ulteriore lettura preliminare dei fenomeni in atto che ha creato i presupposti per definire la struttura del Piano. Con l’integrazione si è voluto riaffermare che la grande ricchezza di Siena che non è solo costituita dal suo centro storico ma anche dal territorio, proponendo una rinnovata attenzione per i quartieri e per le aree a funzioni miste, per il parco del Buongoverno e le altre aree verdi che lambiscono le mura, si è dato particolare attenzione al tema della transizione ecologica (che comprende quella energetica), considerando l’ambiente, il territorio rurale ed il verde urbano asset strategici primari, strettamente connessi all’adattamento ai cambiamenti climatici, si è dato attenzione specifica ai settori del commercio e del turismo. Si è inteso inoltre, in considerazione della notevole quantità di studi ed elaborazioni che costituiscono l’apparato conoscitivo storico (pur in un contesto socio-economico che si è modificato) recuperare e valutare metodologicamente gli studi urbanistici e di architettura che hanno interessato Siena ed offerto interpretazioni che la città non è mai stata capace di portare avanti ed inoltre si è posto l’obiettivo di riportare l’urbanistica sul piano della ‘progettualità’, che si è trovato in secondo piano a fronte di una burocrazia dell’urbanistica e dell’architettura che non hanno precedenti”.
“A seguito delle integrazioni all’avvio del procedimento – ha aggiunto Capitani – è stata attivata una seconda fase del percorso di partecipazione in cui, oltre alla programmazione di due incontri pubblici, è stata ricercata una diversa metodologia di dialogo caratterizzata per funzionalità, snellezza ed efficacia: un’agenda d’incontri con soggetti informati in precedenza e invitati ad incontri monotematici (associazioni, enti civili, culturali e religiosi, istituzioni musicali, Magistrato delle Contrade, in generale attori dello sviluppo e portatori di interesse sociale, economico e culturale), al fine di raccogliere ed elaborare i contributi e le esigenze specifiche, con l’obiettivo di garantire concretezza e coerenza alle scelte ed alle azioni che via via il piano ha trattato. Da marzo 2025 sono stati inviate comunicazioni con richieste di un confronto diretto o di un contributo specifico a oltre quaranta enti e soggetti che comunque vivono ed operano nel territorio per approfondimenti su temi principali; la richiesta ha prodotto incontri e trasmissione di istanze; sono stati organizzati due incontri pubblici strutturati guidati da Sociolab sempre nell’ambito di ‘viSIoni di città’ ai quali hanno partecipato l’assessore all’urbanistica e i tecnici incaricati, e nei quali sono stati affrontati temi specifici. A dicembre 2025 ‘Struttura generale del Piano. Temi, obiettivi e linee strategiche’; a gennaio 2026 ‘Approfondimenti: aspetti della transizione ecologica; mobilità e Pums; consumo di suolo; riuso di immobili di proprietà di soggetti pubblici; il Parco urbano; turismo; Contrade”.
“Le risultanze degli incontri – ha detto ancora Capitani – sono state considerate nell’elaborazione delle scelte di formazione del Piano strutturale. Dopo l’adozione del Piano sono previsti altri incontri pubblici per illustrare il progetto di Piano anche al fine di garantire, nella fase delle osservazioni, la trasmissione di istanze coerenti con il carattere strategico del Piano. L’ufficio di Piano, oltre ai tecnici interni che operano in particolare agli elaborati relativi alle strategie, è coadiuvato da consulenti esterni per la geologia, l’ecologia, l’agronomia, l’archeologia, per la redazione della Valutazione ambientale strategica e la redazione dei documenti tecnici del quadro conoscitivo e dello statuto del territorio. Ad oggi sono stati completati o in fase di definizione gli elaborati cartografici ed i documenti (relazione generale, disciplina di piano) necessari per arrivare all’adozione. Alla Regione sono state trasmesse le schede di analisi necessarie per attivare la conferenza di Copianificazione che si dovrà esprimere in relazione alle nuove aree di trasformazione esterne al perimetro urbanizzato (escluse quelle destinate a residenze): parere necessario perché, nonostante non sia più un obbligo di legge, l’avvio del procedimento è datato 2020. Dopo l’espressione del parere della conferenza il Piano, completato, potrà essere portato in adozione”.
Per quanto riguarda il crono programma aggiornato, Capitani ha spiegato che “al momento in cui la Regione, che ha sessanta giorni di tempo, esprimerà il parere sulle aree soggette alla Copianificazione (sono trentuno aree che sono state raccolte in nove quadranti), il Piano strutturale potrà essere portato in adozione. È ipotizzabile che in questo periodo siano completate le elaborazioni dei documenti tecnici, di conseguenza sia completato il documento di Vas (con contenuti che dipendono dal completamento degli altri elaborati) e il Piano possa essere discusso nella seconda metà di giugno prossimo. Il principale elemento di incertezza è legato ai tempi della Regione per convocare la conferenza di Copianificazione”.
“L’amministrazione – ha proseguito Capitani – ha promosso e stimolato il coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti a vario titolo interessati con gli incontri pubblici organizzati in due fasi in tempi successivi dal 2023 al gennaio 2026; inoltre ha tenuto incontri con soggetti pubblici e portatori di interesse sociale, culturale ed economico (ad esempio le associazioni del settore produttivo, le istituzioni musicali). I cittadini saranno coinvolti con nuovi incontri organizzati per illustrare il Piano e facilitare la redazione di osservazioni consapevoli”.
“Il Piano strutturale – ha concluso – si è coordinato permanentemente, con tutte le varianti approvate e in corso di approvazione al Piano operativo 2021. Il Piano ha fatto riferimento al Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) adottato nel maggio 2020 e allo ‘Studio di traffico’, redatto nell’ambito del Piano operativo 2021 per supportare le strategie generali del Pums. Lo ha fatto con le revisioni necessarie ma utilizzando i dati che indicano le tendenze in atto della mobilità generale. Il recentissimo incarico dell’amministrazione comunale di revisione del Pums permette un confronto ed eventuale riallineamento di alcune scelte, sia nelle fasi di approvazione finale del Piano strutturale che di redazione del successivo Piano operativo. Il nuovo Piano strutturale rappresenta un ripensamento strategico complessivo della città, orientato a sostenibilità, equilibrio territoriale e qualità urbana, costruito attraverso un percorso partecipato e ormai prossimo all’adozione”.
La consigliera Monica Casciaro (Siena Sostenibile) si è dichiarata “ampiamente soddisfatta della risposta, è stata fatta chiarezza rispetto a tutte le richieste”.