Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Presidio antifascista del 23 maggio, il Consiglio comunale condanna le accuse alle istituzioni cittadine

Condividi su

Il consiglio comunale di Siena ha approvato all’unanimità una mozione di Fratelli d’Italia sulle affermazioni rivolte alle istituzioni cittadine durante il presidio antifascista del 23 maggio in piazza Salimbeni. L’atto, presentato dai consiglieri Pierluigi De Angelis, Enzo De Risi, Bernardo Maggiorelli, Emanuela Anichini e Maria Antonietta Campolo, ha ricevuto il voto favorevole dei diciotto consiglieri di maggioranza presenti. Uscita invece dall’aula l’opposizione. Intervento contrario da parte dei dem, che poi sono appunto usciti.

La mozione fa riferimento alla manifestazione promossa dopo le notizie relative all’operazione “Format”, indagine ancora in corso da parte dell’autorità giudiziaria. Nel documento si ricorda che, durante il presidio, sarebbero stati esposti striscioni e pronunciati slogan definiti dai firmatari “fortemente divisivi e offensivi”.

Il testo richiama in particolare alcune frasi pronunciate dal palco, nelle quali venivano chiamati in causa il Comune di Siena, la sindaca Nicoletta Fabio, la Questura e la Prefettura, attribuendo loro comportamenti discriminatori nei confronti di persone queer, transgender, nere e razzializzate.

Secondo i promotori della mozione, quelle affermazioni avrebbero alimentato una rappresentazione lesiva dell’immagine della città e delle sue istituzioni. Il documento sottolinea inoltre che eventuali responsabilità penali legate all’operazione “Format” sono oggetto di accertamento da parte della magistratura e non possono essere utilizzate per accuse generalizzate nei confronti della comunità senese.

Nel testo approvato, il Consiglio comunale ribadisce che Siena è “una città democratica, civile e rispettosa dei valori costituzionali” e che il diritto alla libera manifestazione del pensiero non può trasformarsi in delegittimazione delle istituzioni dello Stato o in accuse indiscriminate verso l’intera comunità cittadina.

Con l’approvazione della mozione, l’aula ha espresso piena solidarietà alla sindaca Nicoletta Fabio, al prefetto Valerio Massimo Romeo, al questore Ugo Angeloni e alle istituzioni cittadine coinvolte nelle accuse pronunciate durante il presidio.

Il Consiglio ha inoltre espresso vicinanza all’intera comunità senese, ritenuta “ingiustamente colpita” da rappresentazioni offensive e generalizzazioni giudicate lesive della storia democratica, civile e istituzionale della città.

L’atto condanna infine le affermazioni considerate offensive e delegittimanti, ogni rappresentazione di Siena come realtà indifferente o permeabile a fenomeni estremisti e ogni tentativo di utilizzare vicende giudiziarie ancora in fase di accertamento per alimentare tensioni politiche e campagne contro le istituzioni democratiche.