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Referendum, a Radicofani vince il Sì e supera il 63%

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C’è un comune in provincia di Siena dove il Sì al referendum della giustizia ha prevalso: è Radicofani. Nel borgo della Val d’Orcia il Sì ha registrato il 63,71%, con 316 voti mentre sono stati 180 i voti dati al No, pari al 36,29%

Intanto proseguono le reazioni locali sull’esito del voto: “Prendiamo atto dell’esito del referendum, ma il tema della giustizia continua a rimanere sul tavolo e non smetteremo di occuparcene”, scrivono Sara Pugliese, segretario comunale Forza Italia Siena, Alessandro Pallassini, segretario provinciale e Filippo Batignani, segretario provinciale Forza Italia giovani. “Abbiamo sostenuto fortemente il Sì, credendo con convinzione nella riforma e lavorato con passione e determinazione, fianco a fianco, remando tutti in un’unica direzione e gestendo ogni aspetto della campagna referendaria con serietà ed entusiasmo. Abbiamo fatto tutto il possibile per cercare di far comprendere ai cittadini l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più giusta e l’Italia più libera”.

“Il risultato negativo ottenuto non cancella quanto fatto – ha aggiunto-: il grande lavoro di squadra che ha caratterizzato questa campagna ha permesso al nostro gruppo di crescere ulteriormente e di rafforzarsi esprimendo la sua azione anche attraverso una mobilitazione significativa del movimento giovanile che è stato protagonista e ha dimostrato ancora una volta impegno e coraggio. Da qui ripartiamo – concludono – con ancora più determinazione, per continuare a costruire una proposta politica seria e credibile e portare avanti, in tutte le sedi, la battaglia per una giustizia più giusta e moderna”.

Dal fronte del No interviene il senatore del Pd Silvio Franceschelli: “L’affermazione del No al referendum rappresenta una vittoria della Costituzione. Gli italiani hanno parlato con chiarezza: il No ha prevalso nettamente a livello nazionale con il 54% così come a Siena e nei comuni della provincia dove ha raggiunto punte di oltre il 60%, in una consultazione caratterizzata da un’altissima partecipazione popolare. Questo risultato netto va letto come un forte segnale di attaccamento ai principi fondamentali della nostra Carta costituzionale che nessun Governo di turno può mettere in discussione”,  sottolinea.

“La riforma bocciata avrebbe minato  – ha aggiunto – l’unità dell’ordine giudiziario e l’autonomia della magistratura, si trattava di un intervento pericoloso, concepito a colpi di maggioranza e senza un vero confronto in Parlamento e con i cittadini”.