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Santa Maria della Scala, in consiglio ok allo statuto. Fabio: “Più autonomia e nuovi soci per il rilancio della Fondazione”

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Il Santa Maria della Scala cambia pelle e si prepara ad aprirsi a nuovi partner pubblici e privati. Il consiglio comunale di Siena ha approvato con 26 voti favorevoli e un astenuto il nuovo statuto della Fondazione che gestisce il complesso, uno degli strumenti individuati dall’amministrazione comunale per accompagnare il rilancio del complesso museale insieme al nuovo masterplan.

La modifica più significativa riguarda la natura giuridica della Fondazione. Viene infatti superata l’appartenenza al terzo settore, introdotta negli anni scorsi, e viene definita con maggiore chiarezza la sua identità come “ente di diritto privato in controllo pubblico”.

“Questo è il cambiamento più sostanziale – ha spiegato il sindaco Nicoletta Fabio a margine del consiglio comunale – perché di fatto questa presunta appartenenza agli enti del Terzo Settore non ha funzionato e non ha consentito alla Fondazione di operare in maniera efficace. Abbiamo quindi meglio definito la sua natura giuridica come ente di diritto privato in controllo pubblico”.

L’obiettivo dichiarato è quello di ampliare la platea dei soggetti che potranno sostenere economicamente il Santa Maria della Scala. Oggi, infatti, il principale sostegno finanziario arriva dal Comune di Siena, socio unico fondatore.

“L’obiettivo è attrarre soci sostenitori e ampliare la platea di coloro che contribuiscono economicamente alla Fondazione – ha aggiunto Fabio –. Ad oggi questo compito è stato svolto esclusivamente dal Comune di Siena. I nuovi soci avranno una loro rappresentanza all’interno degli organi della Fondazione, ma il Comune manterrà saldamente la maggioranza sia nel consiglio di amministrazione sia nel comitato scientifico”.

Il nuovo statuto rafforza inoltre il ruolo del comitato scientifico, chiamato a supportare il direttore nella definizione delle linee culturali e nella predisposizione del piano strategico di sviluppo.

“Deve trattarsi di un gruppo di esperti di carattere nazionale e internazionale che collaborano con il direttore per elaborare la programmazione del Santa Maria della Scala”, ha spiegato il sindaco.

Tra le novità introdotte figurano anche il piano strategico di sviluppo culturale, il fundraising e una maggiore apertura a partnership pubbliche e private, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del Santa Maria come polo culturale di livello nazionale e internazionale.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Fondazione, Cristiano Leone, che ha definito l’approvazione dello statuto un passaggio fondamentale per il futuro del complesso museale.

“La revisione dello statuto, insieme al nuovo masterplan, rientra tra gli obiettivi strategici che abbiamo indicato fin dall’inizio del mandato come condizioni essenziali per il rilancio del Santa Maria della Scala”, ha dichiarato Leone. “Il nuovo impianto statutario renderà più chiari i ruoli decisionali, più agevoli i rapporti con eventuali nuovi partner istituzionali e più solide le condizioni per programmare investimenti, collaborazioni e progettualità di medio-lungo periodo”.

Secondo il presidente della Fondazione, il nuovo statuto consentirà inoltre di superare alcuni limiti che finora hanno ostacolato l’apertura a nuovi soggetti istituzionali e a ulteriori opportunità di sostegno.

Se il masterplan definisce la visione strategica del complesso museale, lo statuto ne rappresenta infatti lo strumento operativo. “Insieme – ha sottolineato Leone – questi due interventi pongono basi solide per una nuova fase di sviluppo del Santa Maria della Scala”.

A margine del Consiglio comunale, Nicoletta Fabio ha poi ribadito come il futuro del Santa Maria non possa essere ridotto esclusivamente a una funzione museale.

“Non sarà soltanto un museo. Il Santa Maria della Scala è moltissime cose: è museo di se stesso, ospita diversi musei, ha una biblioteca, spazi storici e funzioni differenti. La sua bellezza e anche la sua complessità stanno proprio qui. Dobbiamo continuare a raccontarne la storia millenaria, ma allo stesso tempo proiettarlo nel futuro come fanno i grandi musei internazionali”.

Sul fronte delle risorse, il sindaco ha ricordato che il Comune garantisce ordinariamente un contributo annuale di circa 350mila euro, al quale possono aggiungersi ulteriori finanziamenti per specifici progetti o esigenze straordinarie. Resta inoltre aperta la sfida del recupero degli spazi ancora inutilizzati del complesso, che rappresentano una parte significativa dei circa 18mila metri quadrati dell’antico ospedale.

Con l’approvazione dello statuto si apre ora una nuova fase per la Fondazione, chiamata a tradurre in progetti concreti gli indirizzi contenuti nel masterplan e a costruire una rete di relazioni e collaborazioni in grado di sostenere lo sviluppo futuro del Santa Maria della Scala.

Marco Crimi