Santa Maria della Scala, si studia lo statuto: università e privati possono entrare
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Il Santa Maria “aprirà le porte a nuove energie: università e privati potranno entrare come soci sostenitori, portando contributi scientifici, culturali ed economici”.
Con questa linea il sindaco di Siena Nicoletta Fabio ha parlato in consiglio della revisione dello statuto della Fondazione Santa Maria della Scala, aprendo formalmente alla partecipazione delle due università cittadine e di soggetti privati qualificati. “La governance resterà in capo al Comune – ha precisato – , ed apriamo all’ingresso del Ministero e ad altre contribuzioni pubbliche e private”.
Il passaggio-chiave è l’entrata del Ministero della Cultura nella Fondazione. “Si tratta di un unicum a livello nazionale – ha detto Fabio -, perché il MIC entra in una fondazione già costituita. È una procedura innovativa e complessa, con tempi non brevi, ma testimonia la volontà del Ministero di investire sul nostro progetto”.
La riforma statutaria, inviata a Roma, interviene su forma giuridica, ruoli dei soci, ammissione dei sostenitori e modalità di contribuzione, così da consentire l’allargamento della compagine senza snaturare l’identità dell’ente.
Sul fronte dei contenuti, l’amministrazione ha presentato due progetti al Ministero: completamento della strada interna e riallestimento del quarto livello (dal 24 ottobre il nuovo percorso dedicato al Vecchietta). Valgono circa 1,5 milioni di euro e sono in attesa di essere recepiti in un decreto ministeriale in fase di stesura. “Vogliamo replicare un circolo virtuoso – ha aggiunto Fabio – , in cui la presenza del Ministero porta risorse e competenze, ma il territorio garantisce identità, partecipazione e controllo sulle scelte strategiche”.
Capitolo programmazione: il masterplan – “non una semplice rivisitazione architettonica, ma una visione delle funzioni” – accompagna il percorso di ascolto con tavoli già annunciati per i primi mesi del 2026: università, Pinacoteca, accademie, associazioni, categorie economiche, sindacati, volontariato, oltre a possibili consultazioni online. Resta l’obiettivo di recuperare l’altra metà del complesso: 35mila metri quadrati ancora da rigenerare.
La discussione è nata da un’interrogazione della consigliera Pd Gabriella Piccinni, che ha definito la risposta parzialmente soddisfacente: giudizio positivo per gli impegni assunti e per il ritorno del dibattito “là dove deve stare, in Consiglio”, ma con la richiesta di maggiori certezze sui tempi. La dem ha ribadito la proposta del gruppo: “dirottare risorse del fondo cultura di Palazzo Pubblico sul Santa Maria”.
E ha indicato le tre “colonne portanti” per il futuro della città, al di là dei colori politici: Santa Maria della Scala, le due università senesi e il settore delle scienze della vita.