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Scotte e ateneo, i direttori dei dipartimenti: “Investire nei ruoli universitari significa sostenere l’ospedale”

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Università e ospedale non sono avversari, ma parti dello stesso sistema. È il messaggio che arriva dalla nota firmata dai direttori dei dipartimenti assistenziali delle Scotte e dei dipartimenti clinici dell’ateneo.

Negli ultimi giorni si è infatti sviluppato un acceso dibattito sulle assunzioni di personale universitario finanziate con risorse dell’azienda sanitaria. Una discussione rilanciata anche dagli organi di informazione locali, che ha sollevato interrogativi sull’impatto di queste scelte sull’assistenza ai pazienti.

Le aziende ospedaliere-universitarie “non sono ospedali ordinari – si legge nel documento – ma strutture ad alta integrazione, nelle quali assistenza, didattica e ricerca sono inscindibili”. Valutare le politiche del personale come se si trattasse di aziende esclusivamente assistenziali, avvertono i firmatari, “rischia di indebolire l’intero sistema”.

Il punto centrale riguarda il significato degli investimenti in ruoli universitari. “Quando una Aou Senese investe in personale universitario non finanzia l’Università, ma investe sull’ospedale”, sottolinea la nota, ricordando che si tratta di una pratica consolidata da oltre dieci anni. Una scelta che, secondo i medici, consente di rafforzare l’alta specializzazione, la gestione della complessità clinica e la formazione dei professionisti del futuro.

Ampio spazio viene dedicato alle Scuole di Specializzazione, definite “infrastruttura strategica del servizio sanitario”. All’Aou Senese operano 806 medici specializzandi, distribuiti in 34 scuole, interamente retribuiti dal Ministero dell’Università e della Ricerca. “Rappresentano la principale filiera di reclutamento futuro e una componente essenziale del funzionamento quotidiano dei reparti”, si legge ancora.

Nel documento viene respinta anche l’idea che i docenti universitari svolgano meno attività clinica. “È una semplificazione infondata – chiariscono i firmatari –: il personale convenzionato svolge attività assistenziale strutturata, assume responsabilità organizzative e contribuisce in modo determinante alla qualità e quantità delle cure”.

A firmare la nota, dicevamo,  sono i direttori dei Dipartimenti assistenziali integrati dell’Aou Senese, tra cui Serafina Valente per l’area cardio-toraco-vascolare, Salvatore Grosso per il Dipartimento Donna e dei Bambini, Sabino Scolletta per l’Emergenza-Urgenza, Michele Maio per l’Oncologico, Andrea Fagiolini per la Salute mentale e per le Scienze neurologiche e motorie, Gabriele Barbanti per le Scienze chirurgiche, Elena Bargagli per le Scienze mediche e Marcello Fiorini per Terapie cellulari, ematologia e medicina di laboratorio.

Sul versante universitario, sottoscrivono il documento anche i direttori dei dipartimenti clinici dell’Università degli Studi di Siena: Simone Grandini per Biotecnologie mediche, Bruno Frediani per Medicina, chirurgia e neuroscienze e Antonella Naldini per Medicina molecolare e dello sviluppo.

La conclusione è un appello a superare contrapposizioni e polemiche: “Ospedalieri e universitari non sono avversari, ma parti di un unico progetto al servizio dei cittadini”. Difendere l’integrazione tra ospedale e università, sostengono i firmatari, significa «tutelare il diritto alla salute oggi e domani».