Oltre 700 persone hanno partecipato alla manifestazione “Sì all’energia pulita, no alla speculazione” che si è svolta a Rosia, nel comune di Sovicille, per dire no ai grandi impianti agrivoltaici previsti nella Piana presente nella zona.
In corteo cittadini, sindaci, istituzioni e associazioni, uniti nel chiedere una transizione energetica condivisa e non imposta dall’alto. Al centro della protesta i progetti ritenuti troppo impattanti sul territorio, tra cui l’ultimo prevede 238 ettari e circa 180mila pannelli.
Dal palco il sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti ha ribadito il sì alle energie rinnovabili, ma senza “consumo indiscriminato di suolo” e “senza che l’efficienza energetica divenga pretesto e licenza per occupare e consumare suolo e territorio senza condizioni e senza vincoli. E su questo territorio, su questo paesaggio, su questo ambiente la nostra comunità ha costruito nel tempo la sua economia agricola e la sua attrattività, turistica ma non solo come nel caso delle attività sportive”.
Sulla stessa linea la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, che ha sottolineato come i sindaci siano pronti a sostenere la transizione ecologica, ma chiedono di poter mantenere un ruolo centrale nella pianificazione territoriale. “I territori devono essere protagonisti, non spettatori”, ha detto, denunciando il rischio di progetti calati dall’alto e spesso sovradimensionati. “Il rischio attuale e concreto a cui stiamo assistendo è quello di subire sistematicamente le proposte di determinati impianti senza lo strumento principale con cui poterli contrattare o migliorarne gli impatti. Come sindaci non possiamo accettare che i Comuni vengano privati dallo Stato degli strumenti di programmazione e pianificazione dei propri territori. Nessun sindaco può ritenere accettabile un atteggiamento e imposizione simile nei confronti della propria comunità”, ha aggiunto.
Nei mesi scorsi il Comune di Sovicille ha avviato anche la richiesta per il riconoscimento della Piana di Rosia come area di notevole interesse pubblico, in un contesto già ampiamente tutelato, proprio per contrastare la crescente pressione legata a nuovi impianti energetici.