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Siena-Firenze, la richiesta del Comune ad Anas: “Via i cantieri entro l’estate”

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Rimuovere i cantieri più impattanti entro l’estate 2026. È questa la richiesta che il Comune di Siena rivolge ad Anas per il raccordo Siena–Firenze, con l’obiettivo di ridurre disagi e criticità lungo uno degli assi viari più utilizzati del territorio.

Il tema è stato affrontato in consiglio comunale durante la discussione dell’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico Giulia Mazzarelli e Alessandro Masi.

A rispondere è stato il vicesindaco Michele Capitani. “Il punto di partenza è naturalmente condiviso – ha detto – parliamo di un’infrastruttura strategica, indispensabile per la vita quotidiana di migliaia di persone e per la competitività del territorio. Non vanno minimizzati i disagi e, soprattutto, il tema della sicurezza”.

Capitani ha richiamato anche gli episodi delle ultime settimane. “Gli episodi sul viadotto Falciani, con problemi di pavimentazione e limitazioni al transito, hanno colpito cittadini e imprese e meritano risposte puntuali”.

Il Comune, ha spiegato il vicesindaco, sta esercitando una pressione costante. “Stiamo facendo un’opera di sollecitazione forte e rappresentiamo con forza le esigenze del territorio, a iniziare da un’organizzazione dei cantieri che tenga insieme sicurezza e scorrevolezza della circolazione”.

L’indirizzo indicato dall’amministrazione è chiaro: “Lavorare, dove possibile, su modalità che riducano l’impatto nelle ore diurne, incrementando le lavorazioni notturne e l’uso di cantieri removibili, per limitare code e pericoli nei momenti di traffico più intenso”.

Sui cantieri più rilevanti, in particolare quelli di Falciani e Docciola, Capitani ha indicato una scadenza. “Sono in fase avanzata e l’obiettivo indicato è la rimozione entro l’estate 2026. È un traguardo che seguiremo e verificheremo”.

Nel dibattito è tornato anche il tema della terza corsia. “La richiesta di uno studio di fattibilità non la liquidiamo come una provocazione. Avere un progetto è importante, ma non dobbiamo confondere un obiettivo di lunghissimo periodo con le priorità immediate”, ha affermato il vicesindaco, sottolineando la necessità di concentrarsi sugli interventi già programmati di manutenzione su manto stradale, viadotti e barriere.

Non soddisfatta la consigliera Giulia Mazzarelli. “Non tanto per la risposta, quanto per la realtà che ancora si trovano ad affrontare le persone che quotidianamente attraversano questa arteria”.

Per l’esponente del Partito Democratico la situazione ha assunto una dimensione più ampia. “La questione dell’Autopalio è diventata un problema di sicurezza pubblica. Le condizioni dell’asfalto, i restringimenti e i cantieri permanenti non sono più un’emergenza temporanea, ma un problema quotidiano”.

Mazzarelli ha chiesto un’azione istituzionale più incisiva. “Ritengo che debba essere ancora più forte e coordinata la pressione da parte del Comune, anche insieme agli altri livelli istituzionali, per tutelare cittadini e imprese”.