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Siena, sit in per Gaza. D’Ercole (Cgil): “Vogliamo fermare l’orrore. Il Governo riconosca la Palestina”

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“Vogliamo rompere il silenzio, vogliamo fermare l’orrore, vogliamo dire basta alla barbarie. Non è accettabile che 65mila civili, di cui 20mila bambini, siano morti sotto le macerie, sotto le bombe, anche sotto quelle prodotte dal nostro Paese. È necessario gridare e far sentire la voce della società civile che, con i digiuni, le staffette e le mobilitazioni, chiede di fermare questo orrore”. Lo dice il segretario della Cgil di Siena Alice D’Ercole in merito al sit-in, in programma il 6 settembre dalle 17 davanti alla sede della sigla.

Tra gli organizzatori della mobilitazione c’è proprio il sindacato, insieme ad una ventina di sigle ed associazioni, tra cui l’Arci e l’Anpi.

 

 

“Siamo a sostegno dell’iniziativa umanitaria della Global Sumud Flottilia, consapevoli che le gravi e inaccettabili dichiarazioni di un ministro del governo israeliano (Itamar Ben Gvir, ndr.) minacciano di trattare come terroristi coloro che operano nella piena legalità nelle acque internazionali. Non lo permetteremo, e non resteremo in silenzio – prosegue D’Ercole-. Perché non si possono inviare armi e, nello stesso tempo, negare aiuti. Non possiamo voltare lo sguardo di fronte a questa barbarie, di fronte a bambini scheletrici a cui è stata cancellata ogni speranza di futuro, di fronte a un popolo e a una terra che esistono e che hanno confini riconosciuti”.

“È tempo che il nostro governo riconosca lo Stato di Palestina – conlude-, non solo come atto di solidarietà, ma perché riconoscerlo significa affermare che quell’occupazione è illegale. Chiediamo al governo di bloccare gli accordi commerciali con Israele, di fermare l’invio di armi e di garantire l’arrivo di aiuti senza limiti: medicinali, cibo e acqua potabile per una popolazione che oggi sta subendo un genocidio e uno sterminio in una prigione a cielo aperto”.

Marco Crimi