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Vertenza PayCare, cassa integrazione e risorse dal Ministero

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Cassa integrazione fino a fine anno, risorse ministeriali e strumenti di accompagnamento per i lavoratori: questi i punti emersi dall’incontro che si è svolto oggi con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza PayCare, che coinvolge anche il sito di Siena.

Al tavolo con azienda e sindacati è stato definito il perimetro dell’ammortizzatore sociale per cessazione di attività, con copertura economica a carico del Ministero. Un passaggio ritenuto necessario per garantire continuità di reddito ai lavoratori nella fase di uscita.

“Abbiamo espletato l’accordo di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività fino al 31 dicembre 2026. È stato quantificato il costo a carico del Ministero, pari a 1.200.000 euro”, le parole di Giuseppe Cesarano, Fim Cisl Siena.

 

 

Nel corso dell’incontro è stato però chiarito che la normativa sulla cassa integrazione per cessazione non prevede l’anticipo diretto delle somme. Una criticità segnalata dai sindacati, che hanno chiesto garanzie per evitare vuoti di reddito nei prossimi mesi.

“Lo strumento normativo utilizzato per la cessazione di attività non prevede l’anticipo, ma l’azienda si è resa disponibile a mettere in campo strumenti accompagnatori per questo periodo, affinché questi lavoratori non rimangano senza un’entrata economica mensile”, osserva Daniela Miniero, Fiom Cgil Siena.

Sul tavolo anche i numeri complessivi della crisi: PayCare ha confermato una riduzione pari a circa il 10 per cento della forza lavoro, oltre 900 addetti a livello nazionale. Per Toscana, Piemonte e Sardegna si parla di 79 esuberi, di cui 35 a Siena.

È stata inoltre aperta la possibilità di ricollocazioni in Konecta per una parte dei lavoratori, ma si chiede chiarezza su sedi, mansioni e criteri, considerata la fase di difficoltà del settore dei call center, anche legata all’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.

Nelle prossime settimane è previsto un nuovo confronto a livello territoriale, mentre in parallelo si punta all’attivazione di un tavolo sulle politiche attive del lavoro, con l’obiettivo di favorire percorsi di ricollocazione e ridurre l’impatto occupazionale sul territorio senese.

MC