Il Castello di Monteriggioni ed i dintorni si sono animati di persone attente ad argomenti che la crisi economica e di valori del mondo occidentale induce a guardare con attenzione. Rallentare il ritmo della vita frenetica, riflettere sulle contraddizioni della crescita economica e consumistica, riscoprire il viaggio piuttosto che la vacanza, rilanciare nuove forme di mobilità, praticare nuove forme di conoscenza del territorio e di accoglienza degli altri. Al centro di questo fervore culturale non poteva esservi che la Via Francigena, il principale itinerario di viandanza italiano, l’unico riconosciuto come grande itinerario culturale europeo.
Durante i tre giorni sono stati molti gli eventi: camminate per tutti i gusti e tutti i piedi, da quelle meditative, da fare all’alba, a quelle per i bambini e le famiglie, guidati da un asinaro, da attori, musicisti, e poi le camminate terapeutiche, dedicate a chi ha paura di partire o ha paura di tornare, o ancora le camminate civili e della memoria. Anche i commercianti e le strutture ricettive hanno risposto con collaborazione, offrendo menù del pellegrino a prezzi contenuti ed ospitando i tanti visitatori. Gli eventi clou sono certamente stati gli incontri con due mostri sacri della cultura del viaggio. Erri De Luca ha parlato dell’incomprimibilità della libertà degli uomini che si muovono a piedi, che nessun Governo potrà mai impedire o limitare. Paolo Rumiz ha parlato, accompagnato dalla musica, davanti ad una folla di oltre 500 persone, silenziose ed attente, del suo viaggio insieme ad Altan verso Istanbul, attraverso i Balcani. “Non vi mettete in viaggio se non siete disponibili a meravigliarvi come bambini – ha detto Rumiz, concludendo che “la lentezza accorcia le distanze. La velocità, invece, è una galera che allunga le distanze all’infinito”. I saluti finali li hanno portati Cristina Scaletti, assessore regionale a turismo e cultura, e Massimo Tedeschi, presidente dell’associazione Europea delle Vie Francigene. In particolare l’assessore Scaletti ha confermato l’impegno della Regione a mettere in sicurezza entro la primavera 2014, per camminatori e ciclisti, tutti i 400 km toscani della Via Francigena.
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