“Non comprendiamo – si legge ancora nella nota – i motivi e i criteri che hanno indotto Poste italiane a intraprendere questa scelta per Castel San Gimignano, mentre altri uffici postali simili, oltre cento su tutto il territorio regionale, sembrano essere stati ‘salvati’. La drastica operazione di tagli operata da Poste italiane, oltre a non portare grandi risparmi, potrà addirittura causare notevoli perdite per l’azienda, in termini di correntisti che minacciano di ritirare i propri risparmi se non avranno più accesso facile ai servizi postali. Per le persone anziane che vivono nella frazione di Castel San Gimignano e per le molte persone che vivono in case sparse fino a raggiungere i confini della provincia di Pisa e del comune di Volterra, si prospettano, infatti, notevoli difficoltà per continuare ad accedere ai servizi di cui hanno potuto usufruire finora, grazie a uno sportello ‘a portata di mano’ e a ‘costi contenuti’ per Poste italiane, a parte il carburante necessario a un impiegato per raggiungere con un veicolo la frazione partendo da Colle e soltanto per tre giorni alla settimana. Le scelte portate avanti da Poste italiane, in questo modo, risultano in netta controtendenza rispetto alla volontà degli enti locali di mantenere vive e popolate le frazioni, anche quelle più piccole e spesso lontane dai centri di erogazione di importanti servizi, perché parte integrante del nostro patrimonio sociale”.
“Ancora una volta – si legge nella nota – vengono portate avanti operazioni di facciata, giustificate come manovre orientate al risparmio e al ‘contenimento dei costi’, a danno dei cittadini. Per uscire dalla crisi non serve togliere i servizi, ma, piuttosto, procedere a una politica di rilancio e di sviluppo del nostro Paese e delle attività produttive essenziali per le persone. Per questo, il Pd si è sempre impegnato e continuerà a impegnarsi, in tutte le sedi istituzionali, affinché Poste italiane riveda la sua decisione, che tradisce l’impegno preso mesi fa con le amministrazioni comunali di Colle e San Gimignano, da sempre disponibili a contribuire al mantenimento del servizio. Oltre all’iniziativa di stasera, non escludiamo iniziative popolari di forte protesta e mobilitazione per sabato 15 dicembre, ultimo giorno di apertura dello sportello, per far sentire la nostra forte contrarietà nei confronti di un’operazione decisa ‘a tavolino’ dall’azienda, senza considerare il contesto territoriale in cui agisce e senza aver cercato soluzioni alternative alla chiusura”.
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