“Questa decisione serva per capire che tutto ciò che riguarda le contrade deve risolversi al loro interno”, spiega Antonio Degortes, provicario e responsabile delle pubbliche relazioni dell’Oca. Le donne, continua Degortes, “erano coscienti perfettamente che questo sarebbe stato il risultato finale. Non è una minaccia contro di loro ma una tutela per il futuro, affinchè le discussioni avvengano dentro le contrade e non nei tribunali”.
Indignati gli oltre 400 contradaioli che sostengono queste donne: “La scelta della sedia direttiva – dicono i contradaioli indignati – va contro ogni principio del diritto e del buonsenso. Danno una mazzata alla possibilità di riconciliarsi con i contradaioli ormai “dispersi” che si sono allontanati. Noi non li riconosciamo come dirigenti dell’Oca e a nostro avviso dovrebbero dimettersi”.
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