Valentini: “Sul Santa Maria accantoniamo le polemiche e lavoriamo insieme per la città e per Siena Capitale della Cultura”

Bruno Valentini

Bruno Valentini

“ Trovo forzata e dannosa per la città la polemica che si è innescata dopo le false notizie riportate prima dal Fatto Quotidiano e poi da Libero. La cosa è molto semplice e vorrei spiegarla ancora per sgombrare il campo da ogni equivoco. Con Farinetti abbiamo parlato soprattutto di valorizzazione di prodotti senesi e della possibilità di investimenti sul nostro territorio, che trovo assolutamente auspicabili. Abbiamo bisogno di ripartire e di attrarre investimenti, capitali e talento. Dobbiamo farlo con intelligenza ed equilibrio, senza deturpare il nostro paesaggio e le nostre bellezze. Dovremmo farlo, almeno sull’obiettivo della Capitale Europea della Cultura, come una comunità unita: mettendo da parte sospetti, egoismi, e finti scoop. Lavoriamo insieme (cittadini, forze politiche di maggioranza e di opposizione, esponenti della cultura e dell’economia locale) per uscire da questa immane crisi che attanaglia il paese e che colpisce duramente anche la nostra città ed il territorio senese, facendo ad esempio del progetto della capitale europea un intento di tutti.

 

Come ho già evidenziato non c’è nessuna intenzione di trasformare il complesso monumentale del Santa Maria della Scala, di Palazzo Squarcialupi, del Palazzo del Capitano o altri palazzi storici della città, privati o pubblici che siano, in market alimentari o di altri generi commerciali. Né abbiamo mai pensato di cedere all’inevitabile verifica della sostenibilità economica degradando a logiche meramente commerciali la grande ambizione di rilanciare il Santa Maria della Scala, che consideriamo l’anima della città, lo scrigno della sua storia millenaria. Dovremo lavorare per costruire un complesso capace di essere un insieme coerente di funzioni museali, espositive, di documentazione e di ricerca, di produzione culturale, di accoglienza e di promozione della cultura materiale delle Terre di Siena, comprese le eccellenze prodotte nel nostro territorio. In una parola, nel Santa Maria della Scala dovrà consolidarsi ed essere funzionale il progetto di un complesso culturale polifunzionale di respiro internazionale, nel quale possano anche innestarsi attività coerenti con un ritorno economico che consenta di sostenere i costi di gestione e di produzione culturale. Fra poco in Palazzo Squarcialupi verrà trasferito l’Ufficio Turistico di Piazza del Campo, e sarà collocato accanto al bookshop. Inoltre contiamo di aprire a breve un nuovo spazio espositivo, dedicato alla storia della città, che è stato allestito insieme all’Università, che sarà un ulteriore motivo di attrazione pur comportando un inevitabile aumento dei costi di gestione, quantomeno per la sorveglianza. Sono in corso importanti investimenti per oltre un milione di euro per rendere pienamente fruibili tutti gli spazi recuperati in passato, sotto il profilo della sicurezza e della messa a norma. Vorremmo anche riaprire il bar già esistente, chiuso da tempo, e ripristinare l’ingresso monumentale davanti alle porte del Duomo.

Dobbiamo però alzare la testa ed evitare di vedere tutto applicando le categorie del sospetto, dei favoritismi, delle corsie preferenziali. Se il valido imprenditore Farinetti vorrà venire a Siena per costruire investimenti è più che benvenuto, come saranno benvenuti imprenditori capaci e corretti, italiani o stranieri, applicando le procedure di legge per l’eventuale utilizzo di beni pubblici, sempre nel rispetto di ciò che rende Siena unica per noi e per il mondo, per il suo eccezionale patrimonio artistico, culturale e sociale”.

 

Bruno Valentini