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Salvatore Ferragamo. Il calzolaio prodigioso

Con la riapertura del flagship Americano di Beverly Hills e gli straordinari ricavi semestrali, Salvatore Ferragamo si riconferma protagonista della moda mondiale e nostro grande vanto. Ma oltre alla grande allure attorno al suo nome, poco si sa della sua grande vita, fatta di conquiste, da piccolo calzolaio a grande brand.

Pietro Annigoni, Ritratto di Salvatore Ferragamo, 1949. Olio su Tela. Archivio Foto Locchi FirenzePietro Annigoni, Ritratto di Salvatore Ferragamo, 1949. Olio su Tela. Archivio Foto Locchi Firenze

Pietro Annigoni, Ritratto di Salvatore Ferragamo, 1949. Olio su Tela. Archivio Foto Locchi Firenze

Nato nel 1898 vicino a Napoli, Salvatore Ferragamo, undicesimo di ben quattordici figli decide gia all’età di nove anni che il mestiere del calzolaio sarebbe diventato qualcosa di speciale attraverso le sue mani. Nel 1914 emigra negli stati uniti e a Boston inizia a lavorare presso la ‘Queen Quality Shoes Company’ dove però, non essendo valorizzato come meritava e stanco di quelle creazioni ‘pesanti, goffe, tozze, con la punta a patata e il tacco di piombo’ decide di lasciare la fabbrica. Le macchine industriali lo affascinavano ma il limite qualitativo era evidente. Era come quel processo cosi alienato togliesse un pò di anima a quelle scarpe.

Così decide di partire. I fratelli lo aspettavano a Santa Barbara, in California, dove con creatività e tenacia vive il suo sogno americano, aprendo un piccolo laboratorio di riparazioni. E’ un giovanotto pieno di risorse, e da li a poco inizia a lavorare per conto dell’America Film Company. La straordinarietà di Salvatore risiede proprio nella sua fame di apprendere. Inizia l’ università a Los Angeles dove studia anatomia umana, ingegneria chimica e matematica. Sempre alla ricerca della scarpa che calzasse alla perfezione. Jean Harlow, Joan Crawford e Gloria Swanson diventano sue affezionate clienti. La stampa americana lo definisce il ‘calzolaio delle star’ e l’affermazione ad Hollywood è definitiva. La sua vena creativa lo porta a diventare un pioniere del settore, sperimentando materiali inediti quali cristalli, pelli di canguro, piume e pelle d’ antilope. Nel 1927 Ferragamo torna in Italia, in Toscana, nella bella Firenze dove dal suo laboratorio avvia un flusso costante di esportazione verso gli USA. Lo stesso anno acquista Palazzo Spini Feroni in via Tornabuoni che rimane tuttora il quartiere generale della società.

Salvatore Ferragamo con Christian Dior e Irene of Hollywood ricevono il Neiman Marcus Award, l’oscar della moda

Ma come ogni grande storia che si rispetti, sopraggiunge la crisi. La situazione economica americana peggiora, gli ordini crollano e Ferragamo è sull’orlo della banca rotta. Ma il genio sta anche nel non perdersi d’animo e dopo la Seconda Guerra Mondiale Ferragamo riconquista il suo mercato e anche l’amore, sposando Wanda Miletti, attuale presidente dell’azienda che sarà colei che traghetterà il brand dopo la scomparsa di Ferragamo verso il pret-a-porter. Tra le creazioni indimenticabili, la prima zeppa in sughero nella storia della moda del ’38 e la ballerina ‘Audrey’ disegnata per la Hepburn nel ’54 con la suola a conchiglia. Il mito di Ferragamo è celebrato in questi giorni da una piattaforma digitale chiamata 100 Years 100 Days, con contenuti che racconteranno la storia del grande stilista e del suo legame indissolubile con Hollywood.

Miriam Bakkali

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