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Regionali, Appendino difende il reddito di cittadinanza toscano: “Per la destra essere poveri è una colpa”

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“Per questa destra essere poveri è una colpa, l’abbiamo capito. Ce l’hanno con i poveri, lo abbiamo visto: hanno tolto il sostegno”. Con queste parole Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha replicato alle critiche arrivate dal centrodestra sulla proposta di reddito di cittadinanza regionale in Toscana.

Appendino è intervenuta questa mattina a Siena, alla sede della Cgil, in un incontro con i sindacati del territorio. Nel mirino la posizione del Governo e delle forze di destra sulle politiche sociali e di welfare. “A preoccuparmi è che, da un certo punto di vista, ce lo potevamo aspettare che aggredissero le fasce più fragili – ha aggiunto – ma qui stanno aggredendo anche le imprese che avevano promesso di proteggere, stanno aggredendo il ceto medio che hanno polverizzato. Dov’è Giorgia Meloni, che sei mesi fa prometteva 25 miliardi per le imprese e poi se l’è presa con i dazi? Ci sono solo meno export e quei soldi non si è visto un euro. Se vuoi tutelare le imprese, fai qualcosa per loro. Invece le stanno danneggiando continuamente”.

Appendino ha poi affrontato il tema della sanità, uno dei nodi principali del confronto politico regionale. La Toscana, piazzata ai primi posti a livello nazionale per qualità del servizio, ha scelto di aumentare l’addizionale IRPEF per sostenere il sistema sanitario. “La sanità non può essere un bene di lusso, cosa che invece è diventata. Ci sono responsabilità che non riguardano solo la Regione, ma anche il Governo. Questa destra sta politicamente e volutamente scegliendo la strada della sanità privata, il che significa che oggi, in questo Paese, si muore di mala sanità. Non è accettabile: la sanità deve essere pubblica e garantita, non solo per chi se lo può permettere o per chi si può indebitare”, ha dichiarato.