Una diagnosi più rapida, precisa e meno invasiva per i pazienti affetti da malattie rare del polmone. È il risultato raggiunto dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, che ha introdotto la criobiopsia nel percorso diagnostico delle patologie respiratorie più complesse, rafforzando così il ruolo delle Scotte come centro di riferimento regionale per la pneumologia interventistica e le malattie rare.
L’innovativa tecnica utilizza una sottile sonda che, attraverso il congelamento della punta, permette di prelevare campioni di tessuto di dimensioni maggiori e di qualità superiore rispetto alle biopsie tradizionali. Questo consente di ottenere diagnosi più accurate in tempi più rapidi e, in molti casi, di evitare interventi chirurgici più invasivi come la mediastinoscopia o la biopsia polmonare chirurgica.
«La disponibilità di campioni di qualità elevata può fare la differenza tra un sospetto diagnostico e una diagnosi certa», spiega la professoressa Elena Bargagli, responsabile del servizio di Broncoscopia e direttrice della UOC Malattie dell’Apparato Respiratorio. «In molte malattie rare il tessuto è l’elemento decisivo: poter ottenere biopsie più rappresentative significa offrire ai pazienti una risposta più rapida e impostare precocemente il trattamento più appropriato».
La criobiopsia viene impiegata sia nello studio delle malattie polmonari interstiziali sia durante le procedure di ecografia endobronchiale per il campionamento dei linfonodi del torace, migliorando la diagnosi di patologie come sarcoidosi, linfomi e altre malattie infiltrative.
«L’innovazione tecnologica ha valore solo quando si traduce in un beneficio concreto per il paziente», sottolinea il dottor Fabrizio Mezzasalma, pneumologo interventista. «Siena dispone oggi delle competenze e dell’esperienza necessarie per offrire questa opportunità diagnostica ai pazienti che ne hanno indicazione».
L’introduzione della nuova metodica è frutto della collaborazione tra pneumologi, chirurghi toracici, anatomopatologi, radiologi, anestesisti e specialisti delle malattie rare e consolida ulteriormente il ruolo dell’Aou Senese come punto di riferimento regionale per la diagnosi e la cura delle patologie respiratorie complesse.