Un confronto tra professionisti provenienti dai diversi setting assistenziali per analizzare le criticità presenti nel percorso ospedale-territorio e individuare possibili soluzioni organizzative, con l’obiettivo di costruire percorsi terapeutici condivisi, sostenibili e centrati sul paziente affetto da sindrome cardio-nefro-metabolica. È quello che si terrà sabato 19 settembre dalle 8:30 alle 19 all’Hotel il Piccolo Castello, in strada provinciale Colligiana, 8, a Monteriggioni.
“L’applicazione di uno screening diagnostico più accurato, come suggerito dalle linee guida europee ed americane – si legge nel razionale del convegno – è utile sia nell’identificazione del rischio cardiovascolare del paziente sia per capire lo stato della malattia e il conseguente trattamento personalizzato”.
“Un ulteriore tema centrale – continua il testo – sarà rappresentato dall’ottimizzazione del follow-up e dalla gestione condivisa delle strategie terapeutiche. Sarà inoltre affrontato il ruolo dell’educazione del paziente, dell’aderenza terapeutica e della modifica degli stili di vita, elementi indispensabili per una gestione efficace nel lungo periodo”.
“Il meeting – conclude il razionale – vuole quindi rappresentare un momento di aggiornamento scientifico e, al tempo stesso, un’occasione concreta di confronto tra le diverse professionalità coinvolte nella gestione della sindrome cardio-nefro-metabolica, favorendo la definizione di un modello di presa in carico integrata orientato alla prevenzione delle complicanze, alla riduzione delle ospedalizzazioni e al miglioramento degli outcome clinici e della qualità di vita dei pazienti”.
“Lo scopo di questo meeting – afferma il professor Palazzuoli, che fa parte del working group europeo dedicato a questa patologia – è la condivisone di un algoritmo diagnostico universale in base al profilo del paziente e ai diversi gradi della malattia CKM, facilitando percorsi clinici e specifici ospedale territorio in relazione alla evoluzione della malattia, del profilo di rischio, e delle risorse sanitarie attraverso un modello di organizzazione multidisciplinare basato su una strategia diagnostica comune che preveda una diagnostica di laboratorio e strumentale in grado di identificare gli stadi di disfunzione renale e di danno cardiovascolare”.