L’immuno-oncologia senese porta negli States due ricerche

Uno degli stui portati dall’immuno-oncologia senese a Chicago considera la combinazione dell’anticorpo anti-CTLA4 ipilimumab, con un nuovo farmaco epigenetico, la guadecitabina, mentre l’altro valuta  l’associazione di due anticorpi immunomodulanti nel trattamento del mesotelioma maligno.

L’immuno-oncologia senese si presenta negli Stati Uniti con due ricerche innovative. Al 52° congresso annuale dell’ASCO – American Society of Clinical Oncology – che si è aperto a Chicago, con oltre 40mila esperti provenienti da tutto il mondo, l’Immunoterapia Oncologica dell’AOU Senese, diretta dal dottor Michele Maio, con la Fondazione NIBIT – Network Italiano per la Bioterapia Tumori, presieduta dallo stesso Maio, ha portato due anteprime assolute: nella sessione “Trial in Progress”, dedicata ai trial in fase iniziale di sviluppo clinico e con pazienti già arruolati, è stato mostrato NIBIT-M4, uno studio disegnato per valutare per la prima volta la combinazione di un farmaco immunoterapico e di un farmaco epigenetico nel trattamento del melanoma metastatico, e lo studio NIBIT-Meso-1, primo trial al mondo che valuterà l’associazione di due anticorpi immunomodulanti nel trattamento del mesotelioma maligno.

«Entrambi gli studi – spiega Maio – sono stati disegnati per patologie nelle quali c’è grande bisogno di esplorare nuovi approcci terapeutici e sono una conferma ulteriore che la ricerca italiana è capofila nell’immunoterapia dei tumori a livello internazionale».

Lo studio di fase 1b, NIBIT-M4, supportato in parte da AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, arruola 19 pazienti con melanoma metastatico con l’obiettivo di valutare la combinazione dell’anticorpo anti-CTLA4 ipilimumab, con un nuovo farmaco epigenetico, la guadecitabina, che agisce sul DNA delle cellule tumorali inducendovi modificazioni chimiche.

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Michele Maio

«L’epigenetica – prosegue Maio – branca della genetica che studia le modificazioni ereditabili che modulano l’espressione genica, pur non alterando la sequenza del DNA, ha dimostrato infatti di avere un ruolo importante in molti dei meccanismi di crescita e progressione tumorale, nonché nel potenziare l’immunogenicità delle cellule tumorali ed il loro riconoscimento da parte del sistema immunitario».

Lo studio NIBIT M4, partito a ottobre del 2015, si dovrebbe completare entro 8-10 mesi.

Lo studio clinico NIBIT-Meso-1 ha invece come focus il mesotelioma, patologia tumorale rara legata all’esposizione all’amianto, con un’incidenza in costante aumento e un picco massimo atteso da qui a 5-10 anni. Al momento per questo tumore non vi sono farmaci efficaci in grado di migliorare a lungo termine la sopravvivenza dei pazienti.

«Nel NIBIT-Meso-1 – conclude Maio – sono associati due anticorpi immunomodulanti che, in maniera diversa, inviano segnali attivatori alle cellule del sistema immunitario per renderlo più reattivo contro il tumore: il primo anticorpo, tremelimumab, diretto contro CTLA-4, agisce nelle fasi iniziali dell’attivazione della risposta immunitaria, il secondo, durvalumab, è diretto contro PD-L1 e agisce in una fase più tardiva. La sperimentazione di fase 2 arruola 40 pazienti non trattati in precedenza o che hanno fallito una prima linea chemioterapica».

Lo studio è stato disegnato partendo dai promettenti risultati ottenuti in altre due precedenti sperimentazioni, condotte a Siena e pubblicate dal gruppo diretto dal professor Maio ad aprile 2015 sulle riviste scientifiche internazionali “The Lancet Respiratory Medicine” e, nel 2013, su “Lancet Oncology”.