I sindaci della Valdelsa scendono in campo per difendere il punto nascita di Campostaggia e chiedono alla Regione Toscana di evitare decisioni basate solo sui numeri.
La presa di posizione arriva con una nota firmata dai primi cittadini di Casole d’Elsa Andrea Pieragnoli, Colle di Val d’Elsa Piero Pii, Poggibonsi Susanna Cenni, Radicondoli Francesco Guarguaglini e San Gimignano Andrea Marrucci, che sollecitano un confronto istituzionale per garantire la continuità del servizio.
Il punto nascita, spiegano, rappresenta «un riferimento essenziale per la tutela della salute materno-infantile», capace di coniugare «sicurezza clinica, qualità dell’assistenza e integrazione tra ospedale e territorio». Un servizio che continua ad attrarre anche utenti da fuori area e che mantiene «risultati migliori rispetto alla media regionale, nonostante il calo demografico strutturale».
Il tema è seguito da tempo nell’ambito della Società della Salute: «I comuni valdelsani hanno iniziato a lavorare sul tema un anno fa, non appena usciti i dati del 2024», spiegano i sindaci, sottolineando come nel 2025 il numero dei parti sia sceso «di poco sotto soglia» pur in assenza del direttore di reparto, oggi nominato.
Da qui la richiesta di evitare allarmismi ma anche decisioni automatiche: «L’applicazione rigida di soglie numeriche nazionali, senza tenere conto delle caratteristiche territoriali e delle distanze verso altri presidi, rischierebbe un grave arretramento dell’offerta sanitaria pubblica».
Per i primi cittadini il calo delle nascite non può tradursi nella perdita del servizio: «Difendere il punto nascita di Campostaggia significa difendere il diritto alla salute, la qualità dei servizi e il futuro dei territori».
Accanto alla continuità operativa viene indicata anche la strada del rafforzamento, con integrazione tra ospedale, consultori e case di comunità. L’obiettivo è proseguire il confronto con Regione Toscana e Asl Toscana Sud Est e arrivare a una revisione dei criteri nazionali oggi in vigore.
«La sanità pubblica deve essere governata da criteri di equità, sicurezza e prossimità, non esclusivamente da logiche contabili», concludono i sindaci.