Un tasso di cesarei sceso all’8,51% nel 2026, standard di qualità rispettati e oltre la metà delle donne assistite proveniente da zone montane e disperse, con tempi superiori ai 60 minuti per raggiungere un ospedale alternativo. Sono i dati con cui l’Asl Toscana sud est e i professionisti dell’ospedale di Nottola rilanciano sul futuro del Punto nascita dopo il parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale sulle richieste di deroga.
Il punto è stato fatto oggi, 10 agosto, nell’auditorium dell’ospedale di Nottola. Alla conferenza stampa hanno partecipato la direttrice del presidio Barbara Bianconi, il direttore della UOC Pediatria e Neonatologia e del Dipartimento Materno Infantile dell’Asl Toscana sud est, numerosi professionisti dell’ospedale e rappresentanti delle istituzioni locali. Tra questi il sindaco di Montepulciano e presidente della Società della Salute Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese, Michele Angiolini.
Uno dei principali elementi illustrati riguarda il ricorso al taglio cesareo. In un contesto nazionale nel quale il recente rapporto CeDAP indica una media intorno al 30% nelle strutture pubbliche e al 45% in quelle private, a Nottola il tasso si è attestato al 14,75% nel 2025 ed è sceso all’8,51% nel 2026.
Durante l’incontro è stato inoltre ricordato il modello organizzativo dell’Asl Toscana sud est, con team integrati e professionisti che operano nelle diverse strutture di primo e secondo livello. I pediatri sono collegati attraverso una rete neonatologica aziendale coordinata dalla Terapia intensiva di Arezzo, con percorsi condivisi e attività di formazione.
Proprio a Nottola è nata inoltre l’area interdipartimentale di Cardiologia Pediatrica, che mette in collegamento pediatri e cardiologi con gli specialisti del Meyer e i cardiochirurghi di Massa, rafforzando il percorso dedicato alle cardiopatie congenite.
“Siamo consapevoli di non rispettare la soglia dei 500 parti l’anno – afferma la direttrice di Nottola Barbara Bianconi –. Questo è dovuto alla tendenza generalizzata alla diminuzione della natalità, non solo della nostra zona, ma a livello nazionale. Non dobbiamo però neanche nascondere che raggiungiamo tutti gli obiettivi di qualità”.
Bianconi richiama proprio il dato sui cesarei e l’organizzazione delle gravidanze più complesse. “Le nostre strategie e le nostre procedure operano già nella centralizzazione delle gravidanze a rischio o di quelle in cui si prevedono possibili complicanze a carico del nascituro”.
Secondo la direttrice, un’eventuale chiusura avrebbe conseguenze anche fuori dalla Toscana. “Impatterebbe sulla popolazione della nostra zona, ma anche su quella della vicina Umbria, nello specifico della zona del lago Trasimeno, che ormai da anni riconosce l’ospedale di Nottola come punto di riferimento per il percorso materno infantile”.
Sul tema delle distanze si concentra anche il direttore della UOC Pediatria e Neonatologia. “La possibile futura disattivazione di un presidio come quello di Montepulciano non risponderebbe alle previsioni del Decreto ministeriale 70 e, anziché ridurre il rischio, lo sposterebbe sul territorio”.
Un elemento centrale riguarda la provenienza delle pazienti: “Oltre il 50% delle donne afferenti a Nottola risiede in zone montane e disperse per le quali il raggiungimento dell’ospedale alternativo supera ampiamente i 60 minuti”. Una distanza che, secondo il direttore, assume particolare rilevanza considerando il parto come evento tempo-dipendente.
Contraria a qualsiasi ipotesi di dismissione resta anche l’amministrazione comunale di Montepulciano. “Il Punto nascita di Nottola rappresenta per tutto il bacino di utenza un reparto di elevata qualità, grazie alle competenze e alla dedizione quotidiana degli operatori e a una rete che funziona secondo valori di sicurezza e appropriatezza”, afferma Michele Angiolini.
“La deroga di 12 mesi lascia un’intera area nell’incertezza su un servizio essenziale per la vita delle persone – prosegue –. Su questo punto abbiamo dalla nostra parte la Regione Toscana, i colleghi sindaci, i professionisti e, soprattutto, il sostegno diffuso di tutto il nostro territorio”.
Angiolini richiama infine i dati del 2024 analizzati dal Comitato. Secondo quanto riferito dal sindaco, in caso di chiusura di Nottola oltre 200 parti avrebbero comportato tempi di percorrenza superiori a un’ora per raggiungere Siena, Arezzo o Grosseto, in alcuni casi fino a triplicarsi.
“Nella tabella esaminata dal Comitato – conclude – risultano inoltre del tutto assenti i Comuni di Radicofani, Trequanda e San Casciano dei Bagni: pur trattandosi di realtà con numeri contenuti di nascituri, va comunque garantito alle donne che vi abitano di poter partorire in sicurezza e in tempi accettabili”.