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Scotte, i dottori: “Ospedalieri e universitari sono un solo team”. Gioffrè a Giani: “Aspetta su Barretta”

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“Tra i medici universitari e quelli ospedalieri non c’è un muro di Berlino. Si lavora assieme e non ci sono differenze”, lo ribadiscono più volte i professionisti delle Scotte, docenti dell’Ateneo, che fanno parte della rappresentanza del policlinico nel Comitato Nazionale Universitario.

“Siamo due componenti, universitari e ospedalieri, che lavorano insieme nell’interesse della salute dei cittadini. La mission universitaria tiene unite didattica, ricerca e assistenza”, puntualizza il presidente del CNU Walter Gioffrè. “Come ricordava già tre anni fa il direttore generale Barretta, questa stessa missione dovrebbe appartenere anche agli ospedalieri. E nei nostri reparti questa differenza non la percepiamo. Se esiste, forse la si avverte più nei vertici di qualche sindacato regionale, nemmeno locale. L’unione fa la forza e la forza è nell’interesse del cittadino – prosegue . Abbiamo una sola missione: la cura del cittadino. Quello che ci interessa è che questo nosocomio non venga depotenziato”.

“Amarezza” è l’altra parola più usata, in particolare per i toni adottati dai sindacati nella missiva in cui si contesta alla Regione l’accordo ospedale-ateneo che prevede, nel periodo dal 2025 al 2027, l’assunzione di ulteriore personale universitario, con un impatto che, secondo le stime delle sigle, sarebbe di 40 milioni di euro.

 

 

Per le organizzazioni i medici universitari non garantirebbero la stessa assistenza rispetto agli ospedalieri e si teme che queste risorse vengano sottratte ad altre assunzioni. Ed è qui che sale la rabbia tra i componenti del CNU, che si sentono accusati da parole giudicate “inaccettabili”.

Strenua anche la difesa delle Scuole di specializzazione, finite nel mirino della diatriba. I medici hanno ricordato nuovamente che queste rappresentano la filiera più importante per il reclutamento futuro e una componente essenziale per i reparti.

Un appello finale viene rivolto al governatore Eugenio Giani e riguarda il futuro del direttore generale delle Scotte, Antonio Barretta: “Con il progetto che il professor Barretta ha costruito e portato avanti in questi cinque anni, è davvero il momento di farlo andare via – si chiede-.? Gli si consenta almeno di proseguire questo percorso. E se dovesse andare in Regione, spero che resti nella sanità, perché da lì potrebbe continuare a sostenere l’Azienda ospedaliera universitaria senese. Ricordiamolo: siamo una sola componente, un solo corpo, e il nostro riferimento è l’interesse superiore della salute dei cittadini”.

MC