Scotte, nuove tecnologie da 2,6 milioni: cure più rapide e precise
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Alle Scotte arriva una nuova generazione di diagnostica e interventistica: due apparecchiature ad alta tecnologia cambiano tempi e qualità delle cure e segnano un ulteriore salto di livello dell’ospedale senese.
All’Azienda ospedaliero-universitaria Senese sono stati inaugurati un angiografo monoplano per la Radiologia interventistica e una nuova Tac per la Neuroradiologia diagnostica e terapeutica, per un investimento complessivo di oltre 2,6 milioni di euro. Le nuove dotazioni, presentate alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e delle autorità cittadine, rafforzano in particolare i percorsi tempo-dipendenti, come quelli neurologici e neurovascolari, dove rapidità e precisione sono determinanti.
“L’ammodernamento tecnologico della dotazione delle apparecchiature sanitarie è fondamentale – ha spiegato Giani – e dimostra la capacità dell’Aou Senese di gestire le risorse del Pnrr. Questo processo di innovazione dà il senso del salto di qualità che la struttura può avere sia per offrire standard alti di cure ai pazienti sia per supportare al meglio i nostri operatori”.
L’angiografo, dal valore complessivo di circa 1,75 milioni di euro tra apparecchiatura e lavori strutturali, completa la riorganizzazione della piastra interventistica con tre sale integrate. La nuova Tac di Neuroradiologia, del valore di circa 900mila euro, consente invece diagnosi più rapide e ad alta definizione, soprattutto nei percorsi neurologici urgenti.
Secondo il direttore generale Antonio Barretta si tratta dell’ultimo tassello di un programma di rinnovamento molto più ampio: “Dal 2021 al 2025 sono stati investiti oltre 34 milioni di euro, con altri 15 milioni già assegnati entro il 2027. Complessivamente circa 49 milioni che permettono di rinnovare il 50% delle tecnologie presenti”. In cinque anni le apparecchiature con più di dieci anni di età sono scese dal 74% al 27%.
Per Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, l’investimento ha un doppio valore: “La nuova Tac e l’angiografo miglioreranno la capacità diagnostica e la qualità delle cure offerte ai pazienti, con benefici concreti anche per i professionisti. In cinque anni le apparecchiature datate sono passate dal 74% al 27%”. Bezzini collega poi il risultato alla programmazione nazionale: “Le risorse del Pnrr e gli investimenti regionali restano di fatto le uniche che consentono di rinnovare le tecnologie e rafforzare la sanità pubblica”.
L’intervento rientra infatti nel piano di ammodernamento finanziato anche con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha permesso di sostituire le grandi apparecchiature obsolete per oltre 10,6 milioni di euro. I lavori hanno incluso anche interventi di umanizzazione degli spazi, con pannelli luminosi e finiture ambientali pensate per ridurre lo stress di pazienti e operatori.