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Toscani nel mondo, con Giovanisì si aprono nuove opportunità

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università di Siena

Studiare la possibilità di coinvolgere nel progetto Giovanisì anche i ragazzi stranieri di origine toscana che arrivano per seguire i corsi di lingua e cultura italiana (organizzati da Regione e dalle Università di Siena e Pisa) o che si sono aggiudicati una borsa Mario Olla. É stato questo uno dei temi centrali dell’incontro che si è tenuto oggi in sala Pegaso a Palazzo Strozzi Sacrati, al quale ha partecipato il presidente vicario dell’assemblea dei toscani all’estero, l’avvocato Nicola Cecchi.

 

“Sono convinto – ha detto Cecchi rivolto ai 32 ragazzi – che sviluppo e prosperità di questa regione dipendono dai giovani. Coinvolgervi in un progetto ambizioso come Giovanisì è una scommessa che apre nuovi scenari. I giovani devono far tesoro dell’esperienza degli adulti. Ma in un mondo che cambia in continuazione devono essere i giovani a trainare gli adulti e non il contrario, come sento spesso dire. Siete qui per diventare protagonisti e non per farvi indicare la strada”.

 

Ad illustrare i contenuti del progetto Giovanisì è intervenuto il coordinatore, Carlo Andorlini, che ha spiegato le possibilità di coinvolgimento, immediate e future. “Delle varie opportunità che il progetto mette a disposizione – ha detto Andorlini – i tirocini in realtà toscane, la formazione e la mobilità potrebbero aprire canali da sviluppare. Senza poi dimenticare il servizio civile regionale che, essendo aperto anche agli stranieri, offre altre interessanti possibilità”.

 

I 32 ragazzi, prima di arrivare a Palazzo Strozzi Sacrati, hanno visitato il museo Gucci e quindi sono stati ricevuti in Consiglio regionale dalla Commissione Affari Istituzionali. 24 di loro hanno frequentato a Siena il corso di lingua e cultura italiana e da ieri, fino a sabato, partecipano ad un percorso formativo sulla realtà produttiva ed imprenditoriale organizzato da Confindustria Firenze. Gli altri 8 sono borsisti Mario Olla, impegnati in stage presso aziende toscane: 3 nel settore della moda, 2 in quello della comunicazione, 1 in uno studio di architettura, 1 nel settore del giornalismo e 1 in quello del restauro.

 

La maggioranza proviene dal sudamerica: 17 dall’Argentina, 8 dal Brasile, 2 dal Paraguay e 1 dall’Uruguay. Dei restanti 4, 3 arrivano dall’Australia e 1 dal Sud Africa.