Quando si parla di Milan e di Europa, si parla di una storia che pesa come poche altre nel calcio mondiale. Sette Coppe dei Campioni, notti leggendarie e un legame indissolubile con la Champions League: un marchio identitario che i tifosi sentono proprio e che non accetta sostituti.
Eppure, la stagione 2025/26 si apre con una verità difficile da digerire: i rossoneri non partono tra i grandi favoriti per la corsa alla coppa dalle grandi orecchie. Un dato che non cancella i sogni dei tifosi, pronti a riempire San Siro e a contendersi i biglietti AC Milan, ma che obbliga la società e Allegri a muoversi con pragmatismo e lucidità.
Quote e percezioni sul Milan
Secondo le analisi più recenti, Liverpool, Barcellona, PSG e Real Madrid guidano la lista delle favorite, mentre il Milan viene inserito in seconda fascia, con quote attorno a 30, inferiori a Inter e Napoli ma comunque migliori di altre rivali storiche come la Juventus.
È il riflesso di un club che, oggi, non è più padrone incontrastato in Europa, ma che conserva un’aura di imprevedibilità: perché il Milan, nelle notti di Champions, ha sempre dimostrato di poter ribaltare pronostici e percentuali.
L’altra faccia della medaglia: un bilancio da proteggere
Se il campo rappresenta la parte più romantica della storia, i conti ne sono la base concreta. L’esclusione dall’ultima Champions è costata circa 60 milioni di euro in premi UEFA e incassi mancati, un buco che avrebbe potuto compromettere il futuro. Invece la dirigenza rossonera ha saputo rispondere con un mercato definito “creativo”, fondato sulle cessioni e sulle plusvalenze.
Reijnders al Manchester City, Thiaw al Newcastle, Theo Hernandez all’Al Hilal: operazioni che hanno portato nelle casse oltre 140 milioni di euro e garantito plusvalenze superiori ai 56 milioni. Un risultato che consente al Milan di chiudere in attivo per il terzo anno consecutivo, evitando un passivo che avrebbe pesato sul futuro immediato del club.
Allegri e la sfida della ricostruzione
Il compito ora passa a Massimiliano Allegri. L’allenatore livornese, tornato a Milano dopo le esperienze a Torino, deve costruire una squadra equilibrata, capace di dare continuità in campionato e credibilità in Europa. Non basteranno i numeri: servirà pragmatismo, ma anche la capacità di trasmettere a un gruppo profondamente rinnovato l’orgoglio di indossare una maglia che in Europa significa storia, mentalità e rispetto.
Allegri dovrà fare i conti con un organico che ha perso colonne importanti, ma che si è arricchito di giovani talenti e di profili esperti in grado di fare da guida.
Un Milan sospeso tra passato e futuro
Guardando ai numeri, il Milan parte da sfavorito. Guardando alla storia, è impossibile escluderlo. I pronostici possono anche relegarlo in seconda fascia, ma le notti di Champions sono fatte di dettagli, di episodi e di club che sanno come affrontarle. In più, la solidità economica ritrovata rappresenta un fattore decisivo: un Milan capace di tenere in ordine i conti è anche un Milan che può programmare con serenità, senza scelte affrettate o condizionate dalle urgenze di bilancio.
La stagione 2025/26 diventa un bivio: dimostrare che la tradizione non è soltanto memoria, ma linfa per tornare a crescere. I tifosi, dal canto loro, restano pronti a sostenere i rossoneri, convinti che prima o poi le notti magiche torneranno a illuminare San Siro.