Allarme lupi, l’allevatore: “La loro crescita è anomala, cosi siamo costretti a smettere di lavorare”

“Trovarsi faccia a faccia con un lupo o con un ibrido non è piacevole, ma purtroppo è sempre più frequente. Proprio un mese fa un mio operaio si è trovato in una situazione simile, stava tentando di recuperare una pecora presa di mira dal lupo, ma il lupo non andava via, e per evitare che potesse finire male alla fine è dovuto andare via lui”.

Sono parole cariche di rabbia e disperazione quelle di Franco Carta, allevatore di Asciano associato a Coldiretti Siena che torna sui recenti fatti di cronaca: “Non è una novità sentire racconti del genere, sono anni che denunciamo questa situazione, ormai i lupi o gli ibridi non hanno più paura, li ho addirittura trovati a mangiare il cibo avanzato ai miei cani, episodi davvero assurdi se ripenso ai primi lupi, apparsi intorno al 1992, che potevano provocare dei danni ma raramente si facevano vedere e uscivano dal bosco. Oggi invece si trovano ovunque e sono senza paura. Penso anche che ci sia una quantità anomala di questi animali. In natura la loro riproduzione farebbe pensare ad un graduale aumento negli anni invece accade un fenomeno strano, per mesi non si vedono e poi improvvisamente, a folate, appaiono in numeri elevatissimi, come se fossero portati da qualcuno”.

Franco Carta è deluso e amareggiato per la situazione, che inevitabilmente penalizza e crea gravi danni al lavoro di un allevatore. “Prima avevo 1300 pecore, – continua – ora ne ho 800 e il prossimo anno forse 600, ma non perché io non voglia lavorare, ho dedicato tutta la vita a questo lavoro e anche mia figlia lavora con me, ma perché questi continui attacchi di lupi o ibridi ti costringono a riflettere e nel mio caso mi hanno anche costretto ad abbandonare dei terreni un po’ più lontani da casa che utilizzavo, ma che oggi purtroppo sarebbero troppo difficili da controllare. E anche la Regione Toscana che ha stabilito il prezzo di risarcimento per ogni capo predato, spesso non è tempestiva con i pagamenti. E’ un peccato perché abbiamo resistito in periodi economici difficili, oggi che la situazione è in via di miglioramento, noi allevatori dobbiamo subire tutto questo”.

All’allevatore fa eco Luigi Sardone Presidente di Coldiretti Siena: “questa è una piaga che da troppi anni sta incombendo sugli allevatori e purtroppo stiamo registrando il progressivo abbandono dell’allevamento ovino nella nostra provincia, con conseguenze anche da un punto di vista ambientale perché a causa di questa situazione vengono abbandonati dei terreni marginali che fino a oggi erano stati mantenuti dagli allevatori. Mi sento di dire che è sempre più urgente l’adozione del cosiddetto “piano lupo””