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In Toscana il vero nodo non è trovare gli incentivi, ma ottenerli

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Fidi Toscana ha chiuso il 2025 in utile e guarda al futuro con un nuovo Piano Industriale che amplia il proprio raggio d’azione verso imprese, fondazioni e associazioni del terzo settore. L’assemblea dei soci ha approvato un bilancio con un utile di 1,257 milioni di euro e un patrimonio netto superiore a 113 milioni, con coefficienti prudenziali ampiamente sopra i minimi richiesti, a conferma della solidità della finanziaria partecipata dalla Regione Toscana. Nel corso dell’anno i volumi dell’attività di garanzia hanno sfiorato i 20 milioni di euro, sostenuti dai prodotti collegati ai bandi regionali e dagli strumenti europei, mentre crescono la finanza alternativa, i minibond e i servizi legati alla finanza agevolata e al Fondo Centrale di Garanzia. Il nuovo piano prevede inoltre garanzie su progetti in ambito cultura, sport, ambiente e assistenza sociale, allargando la platea dei soggetti che possono accedere a questi strumenti.

Il dato non riguarda soltanto un singolo istituto. Racconta come, anche in Toscana, gli strumenti di sostegno alle imprese stiano diventando più articolati e, allo stesso tempo, più complessi da governare. Garanzie pubbliche, contributi a fondo perduto, crediti agevolati e bandi europei convivono ormai in un sistema che richiede competenze specifiche per essere utilizzato davvero.

Lo conferma la vitalità del territorio. Le imprese senesi e toscane hanno mostrato una sostanziale tenuta anche di fronte ai dazi e alle tensioni commerciali internazionali, come emerge dai dati più recenti sul sistema imprenditoriale provinciale. E non mancano i segnali di dinamismo: decine di aziende del territorio hanno programmato investimenti in sviluppo e ricerca legati ai bandi della Regione, dall’agricoltura alle energie rinnovabili.

Un ruolo crescente è giocato dal sostegno alle nuove realtà. La Regione Toscana, attraverso il progetto Giovanisì, ha previsto contributi fino al 90% del costo dei progetti per le start-up innovative, con premialità per le imprese guidate da under 40. Sono misure che aiutano a superare la fase di avvio, ma che richiedono di sapersi muovere tra requisiti, scadenze e regole di rendicontazione.

Proprio qui sta il punto. Imprese consolidate, start-up e organizzazioni del terzo settore si trovano davanti a un ventaglio di opportunità sempre più ampio e, insieme, più frammentato. Accompagnare un progetto con lo strumento finanziario giusto, capire quali agevolazioni sono cumulabili e rispettare le procedure è diventato decisivo quanto l’idea imprenditoriale stessa. Una stessa azienda, pianificando per tempo, può accedere a più misure per ogni tipo di investimento, dall’acquisto di macchinari alle nuove assunzioni fino alle certificazioni ambientali, ma solo a patto di conoscere requisiti e scadenze e di costruire un percorso coerente.

È in questo spazio che ha assunto un ruolo sempre più centrale la consulenza in finanza agevolata, chiamata a fare da ponte tra le risorse disponibili e i progetti delle imprese. Orientarsi tra bandi nazionali, misure regionali e fondi europei, valutare la fattibilità di un investimento e costruire la documentazione richiesta sono passaggi che incidono direttamente sulla possibilità di ottenere un contributo.

Il quadro che arriva dalla Toscana, a partire dai numeri di Fidi Toscana e dalle iniziative regionali, indica una direzione chiara. Finanza agevolata, garanzie pubbliche e strumenti regionali stanno assumendo un peso crescente nel sostenere innovazione, crescita imprenditoriale e progetti a vocazione territoriale. La sfida, per il sistema economico regionale, sarà mettere queste risorse al servizio di chi vuole investire, riducendo la distanza tra le opportunità sulla carta e la loro effettiva realizzazione.