Sanità, nell’Asl sud-est adesioni oltre l’80% allo sciopero. “Il Governo vuole privatizzare”

Supera quota 80% la percentuale dell’adesione del personale sanitario nell’area della Toscana sud-est allo sciopero nazionale indetto da Anaoo Assomed insieme a Cimo Fismed e Nursing Up.

A tracciare il bilancio è Francesco Carbone, segretario Anaao di Nottola. “Nella maggior parte dei reparti hanno partecipato anche coloro che sono stati contingentati – spiega-. Sono quelli che hanno assicurato l’erogazione dei servizi in urgenza e che dunque hanno aderito in forma virtuale”.

Ancora è presto per capire la quantità di prestazioni che sono saltate sia a livello regionale che locale. Si parla comunque di uno stop di appuntamenti non urgenti.

Carbone ha spiegato le ragioni delle mobilitazioni stamani in una lettera aperta. Ed ha ricordato che il personale sanitario “non è un accolita di santi”. “La santificazione che verso di noi è stata invocata durante il covid è a posteriori, e cioè vedendo le iniziative attuali della parte politica e datoriale, diventata pretestuosa”, attacca.

Il sindacalista accusa quindi il Governo Meloni e spiega come il temporeggiare sui temi della depenalizzazione dell’atto medico e le richieste disattese per la remunerazione dei prossimi contratti siano elementi figli di un determinato retroterra culturale dell’Esecutivo.

“Tutto questo ci fa pensare che sia in atto una lenta e sorniona privatizzazione della sanità italiana”, le parole di Carbone.

Spazio infine al capitolo Nottola. Nonostante il meeting di inizio novembre con Antonio D’Urso restano problemi come quello di un numero troppo basso di professionisti.

“Finora, rispetto alle nostre rimostranze, le risposte date non sono state adeguate – continua – . Abbiamo percepito una sorta di silenzio istituzionale. Ecco perché rinnoveremo lo stato d’agitazione”.

MC