A Siena un residente su otto ha la cittadinanza straniera: i numeri del nuovo rapporto sull’immigrazione
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A Siena quasi una persona su otto è di cittadinanza straniera. Un dato che fotografa una trasformazione lenta ma costante del tessuto sociale del territorio, lontana da dinamiche emergenziali e sempre più strutturale.
Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2025, al 31 dicembre 2024 nella provincia di Siena i residenti stranieri sono 30.660, con un’incidenza pari all’11,8% della popolazione complessiva. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento del 3,6%, in linea con il trend regionale. I soggiornanti non comunitari sono 20.994, oltre la metà dei quali titolari di permesso di lungo periodo. Tra i permessi a termine prevalgono i motivi familiari e di lavoro.
L’analisi, presentata dalla Cgil Toscana, è curata dal Centro Studi e Ricerche IDOS ed è basata su dati Istat, Ministero dell’Interno, Infocamere–Tagliacarne, Banca d’Italia e Ministero dell’Istruzione. I dati relativi al 2024 sono da considerarsi provvisori. A livello regionale, la Toscana conta 439.789 residenti stranieri, pari al 12% della popolazione, con una crescita del 3,7% in un anno.
Sul fronte del lavoro, in Toscana gli occupati stranieri hanno raggiunto nel 2024 quota 213.900, pari al 12,8% del totale. La loro presenza è concentrata soprattutto nelle professioni manuali e nei servizi a bassa qualificazione, con tassi di disoccupazione più elevati rispetto agli italiani e una diffusa condizione di sotto-occupazione.
Capitolo scuola: nella regione gli studenti di cittadinanza non italiana sono 73.584 nell’anno scolastico 2023/2024, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Oltre due terzi sono nati in Italia, segno di un radicamento ormai consolidato.
“Molte di queste persone sono portatrici e portatori di conoscenze, preparazione scolastica, anche universitaria che noi buttiamo via semplicemente perché ci serve considerarli dei poveracci disperati, cosa che che in realtà non sono – dice Anna Maria Romano, delle segreteria della Cgil Toscana-. Un sistema economico in cui, come ci dice il rapporto Oxfam, crescono i ricchissimi, necessita di persone sfruttate e povere: quindi creare un immaginario, un racconto in cui le persone migranti sono qualcosa da combattere, è funzionale anche a questa forma di sfruttamento”.
“In Toscana continueremo a dire no ai Cpr che per noi sono luoghi in cui vengono calpestati e negati i diritti umani fondamentali, non è questo il nostro modello – così l’assessore regionale Alessandra Nardini-. Nonostante la destra, anche a livello locale, voglia questo tipo di realtà anche sul nostro territorio, per quanto mi riguarda non dovrebbero esserci né in Toscana né in altre regioni, in altri territori del nostro Paese. Sul tema dell’immigrazione sicuramente la destra ha fallito, l’abbiamo vista al governo del nostro paese in questi anni, in questi mesi”.